venerdì, Maggio 22, 2026

Caso Garlasco, l’ira del padre di Sempio, “Andrea è innocente, vittima di una vigliaccata”

Mio figlio è innocente, non c’entra nulla e quando fu uccisa, “era con me”, è una furia il padre di Andrea Sempio, Giuseppe, rilascia una intervista al Tg1 e difende a spada tratta il figlio, indagato nel nuovo procedimento con l’accusa di omicidio. Hanno incassato e parato colpi per un anno mezzo gli avvocati di Sempio e lo stesso Andrea, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto del 2007, ma ora contrattaccano, una volta conosciuti tutti gli indizi a carico del commesso di 39 anni. Sono convinti della sua innocenza e lo è il padre di Sempio, Giuseppe, che ribadisce al Tg1: “Siamo forti dell’innocenza di mio figlio, è quello che ci sostiene. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, non c’entra niente. Questa è una vigliaccata. Di chi non lo so…”. La mattina del 13 agosto 2007, prosegue, “mio figlio stava a casa con me. Guardarlo negli occhi per chiedergli se c’entra qualcosa con l’omicidio? Non c’è bisogno di guardarlo negli occhi: stava a casa sua con me. Poi ha fatto il tragitto a Vigevano e poi siamo tornati noi e abbiamo fatto questa strada qua, che ci sono le foto e tutto il resto…”. Per smontare le accuse, a breve i legali del 38enne, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, depositeranno le prime consulenze entro i termini di 20 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione dell’indagine (quindi entro fine maggio) e decideranno se fare interrogare il loro assistito che da sempre si dichiara estraneo al delitto per cui è stato condannato in via definitiva l’allora fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, che sta per finire di scontare i 16 anni di pena. Le consulenze sono a tutto campo: una personologica, un’altra punterà a “ripulire i poco comprensibili audio delle intercettazioni” ambientali (gli ormai famosi “soliloqui”), poi ci saranno “una replica alla  Bpa”, ovvero l’analisi delle tracce ematiche sulla scena del  crimine per ricostruire la dinamica del delitto e “un supplemento di esame dattiloscopico sulla impronta 33”, trovata sulla parete delle scale in fondo alle quali è stato scoperto il corpo senza vita di Chiara che per i pm sarebbe stata lasciata dalla “mano bagnata” di Sempio mentre si appoggiava al muro.

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