venerdì, Maggio 22, 2026

Cerveteri, salta ancora il Consiglio comunale: mancano i numeri e l’aula del Granarone si ferma

Nuovo stop per il Consiglio comunale di Cerveteri e nuovo rinvio per i lavori nell’aula del Granarone. Per l’ennesima volta la massima assise cittadina si è fermata prima ancora di entrare nel vivo della discussione, a causa dell’assenza del numero legale necessario per affrontare e approvare i punti inseriti all’ordine del giorno. Una situazione che torna ad alimentare interrogativi sulla tenuta della maggioranza guidata dalla sindaca Elena Gubetti e che, per molti osservatori politici, sembra ormai riproporre un copione già visto negli ultimi anni, fatta eccezione per la fase iniziale dell’amministrazione, caratterizzata da una maggiore stabilità politica. Questa volta a incidere in maniera decisiva sarebbe stata l’assenza del presidente del Consiglio comunale Carmelo Travaglia. Una mancanza che avrebbe immediatamente evidenziato le difficoltà numeriche della coalizione di governo, facendo emergere come la maggioranza non disponesse dei voti necessari per affrontare con serenità i provvedimenti previsti in aula. Secondo quanto emerso, già alla vigilia della seduta i calcoli politici avrebbero lasciato intuire un quadro complicato per l’amministrazione. A rendere il rinvio ancora più delicato è il peso dei temi che avrebbero dovuto essere affrontati nel corso della seduta. Non si trattava infatti di una riunione di ordinaria amministrazione. Tra i tredici punti inseriti all’ordine del giorno figuravano questioni considerate strategiche e scadenze amministrative rilevanti, tra cui l’approvazione di diversi debiti fuori bilancio, passaggi spesso complessi sul piano tecnico e politico, soprattutto quando gli equilibri della maggioranza appaiono fragili. In programma anche una serie di mozioni dedicate al degrado della costa, tema particolarmente sentito dalla cittadinanza e destinato a diventare ancora più centrale con l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo in cui tornano d’attualità le criticità legate alla manutenzione del litorale, ai servizi e alla gestione degli spazi pubblici. Il nuovo rinvio rischia così di riaccendere il dibattito politico cittadino sulla capacità dell’amministrazione di garantire continuità e stabilità nell’azione di governo.

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