venerdì, Giugno 5, 2026

Libano, ucciso un casco blu Onu. “Nuovi raid di Israele dopo la tregua”, Hezbollah rifiuta accordo

Un casco blu ucciso in Libano, l’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano non regge ed Hezbollah lo respinge. Nella notte italiana è stata raggiunta un’intesa per una tregua ma nella giornata di oggi, giovedì 4 giugno, continuano i raid e gli attacchi dell’Idf. Nelle prime ore è stata annunciata la morte di un casco blu dell’Onu nel sud del Libano. La conferma è arrivata dall’Unifil, che ha riportato come il peacekeeper della missione delle Nazioni Unite nel Paese sia morto a causa delle gravi ferite nei pressi di Majayoun. Il Ministero della Difesa di Belgrado ha poi fatto sapere che il casco blu ucciso era serbo, precisando che è deceduto “a causa delle ferite provocate dalla caduta di un missile sulla base dell’Onu”. Nato nel 1989, il sergente maggiore Milovan Jovanovic “ha ricevuto cure mediche d’urgenza in un ospedale all’interno della base dopo essere stato ferito, poi è stato trasportato in elicottero al Centro medico universitario di Beirut, dove è deceduto verso le 4:00 ora locale”. Altri due caschi blu sono rimasti feriti nell’attacco e sono attualmente ricoverati presso una struttura medica all’interno della base della missione, ha proseguito l’Unifil, secondo cui il militare deceduto era stato trasferito d’urgenza in elicottero in un ospedale di Beirut dopo l’incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, ma è morto per le ferite riportate. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha comunicato che gli uomini sono spagnoli ed espresso ”ferma condanna” per l’attacco ”contro la base spagnola Miguel de Cervantes”. Su X, Sanchez ha ”offerto tutto il nostro sostegno a coloro che rischiano la vita per difendere la pace sotto la bandiera delle Nazioni Unite. Ci auguriamo che tutte le parti rispettino pienamente il cessate il fuoco annunciato ieri e che le ostilità cessino. La pace è l’unico futuro possibile”. La missione ha annunciato l’apertura di un’indagine per chiarire le circostanze dell’accaduto, sottolineando di aver registrato negli ultimi tempi un numero crescente di attacchi. “La violenza deve cessare”, si legge nella nota in cui si invitano tutte le parti a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e a garantire la sicurezza del personale e delle strutture delle Nazioni Unite. L’Idf ha accusato Hezbollah per l’attacco contro la base Unifil: ”la traiettoria del lancio lo conferma”, ha dichiarato un portavoce delle Forze di difesa israeliane. Durante la notte, spiegano le Idf, sono stati identificati diversi lanci di mortaio “provenienti dalla zona di Qotrani, effettuati dall’organizzazione terroristica Hezbollah, che hanno colpito un avamposto dell’Unifil nella zona di Dibbin, nel Libano meridionale”. L’Idf aggiunge che “l’esame della traiettoria di lancio indica chiaramente che l’attacco è stato effettuato dall’organizzazione terroristica Hezbollah”. “Il Governo italiano esprime la più ferma condanna per l’uccisione di un peacekeeper serbo di Unifil nel sud del Libano e per il ferimento di altri militari impegnati nella missione. L’Italia esprime il proprio cordoglio alla famiglia della vittima, alle Autorità e al popolo serbo, augurando una pronta guarigione ai feriti. Si richiama la responsabilità di tutte le parti in causa nel garantire la sicurezza del personale delle Nazioni unite, il cui contingente non deve in alcun modo essere oggetto di attacchi o restrizioni della libertà di movimento”, sottolinea una nota di Palazzo Chigi. “L’Italia – prosegue il comunicato – accoglie con favore l’annuncio del rinnovato cessate il fuoco tra Israele e Libano, auspicando una conclusione duratura delle ostilità attraverso il rigoroso rispetto degli impegni assunti, incluso il termine di ogni attività militare da parte di Hezbollah. Il Governo italiano conferma, infine, il proprio sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano, proseguendo nell’impegno per la pace e la stabilità della regione”. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso “profondo cordoglio” al contingente Unifil e al governo di Belgrado per l’uccisione del militare serbo. Lo ha affermato in un post su X, dichiarando la propria “vicinanza anche ai due caschi blu feriti della Spagna e del Salvador”. “I militari Unifil lavorano con professionalità e dedizione per garantire la pace e fornire assistenza alle comunità locali in un territorio martoriato – ha scritto Tajani – La loro incolumità deve essere sempre garantita. Condanniamo ogni forma di violenza e invitiamo tutte le parti a garantire la sicurezza del personale e delle strutture delle Nazioni Unite”. “La Difesa italiana e il Ministro Guido Crosetto esprimono cordoglio alle Forze Armate serbe e al Ministro della Difesa Bratislav Gašić per il peacekeeper serbo che ha perso la vita a seguito di un colpo di mortaio caduto questa notte in una postazione Unifil nel Settore Est del Libano, dove non opera il contingente italiano. In questo momento di dolore, il nostro pensiero va alla famiglia della vittima e la nostra sentita vicinanza agli altri due militari della missione rimasti feriti, a cui auguriamo una pronta e completa guarigione”, scrive invece in un post su ‘X’ del ministero della Difesa.

 

Articoli correlati

Ultimi articoli