venerdì, Giugno 5, 2026

Tarquinia, il Comune acquisisce un immobile accanto all’Archivio Storico: scontro politico sulle occasioni perdute del passato

Il Comune di Tarquinia ha deciso di esercitare il diritto di prelazione per acquisire l’appartamento situato in via dei Granari 24-28, adiacente all’Archivio Storico cittadino, con l’obiettivo di rafforzare e valorizzare il patrimonio culturale pubblico. La volontà dell’amministrazione è stata formalizzata attraverso la deliberazione di giunta numero 85 del 15 maggio 2026, un provvedimento che viene presentato come una scelta strategica per ampliare i beni comuni e consolidare il sistema culturale della città. Dietro l’operazione, tuttavia, si cela una vicenda amministrativa che ha immediatamente riacceso il confronto politico tra l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Sposetti e la precedente gestione. Secondo quanto ricostruito dal Comune, il complesso immobiliare era stato dichiarato di interesse culturale già nel dicembre del 2021 e successivamente, il 15 febbraio 2022, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale aveva trasmesso una comunicazione ufficiale all’ente segnalando la possibilità di acquisire l’immobile a condizioni particolarmente vantaggiose grazie a specifiche agevolazioni previste dalla normativa regionale, che avrebbero consentito un risparmio fino al 50 per cento rispetto al valore di mercato. L’attuale amministrazione sostiene però che quell’opportunità non sia mai stata colta dalla precedente giunta, accusata di non aver adottato alcun atto o iniziativa per portare avanti la procedura. Una presunta inerzia che, secondo la ricostruzione del Comune, avrebbe determinato la perdita dei benefici economici allora disponibili. Oggi l’immobile è nuovamente sul mercato ma alle attuali quotazioni, costringendo l’ente a intervenire a prezzo pieno per evitare che un bene ritenuto strategico per il sistema culturale cittadino finisca fuori dalla disponibilità pubblica. L’operazione viene quindi definita dall’amministrazione come un intervento necessario per recuperare una grave occasione mancata e garantire la tutela di un’area considerata fondamentale per il futuro dei beni culturali di Tarquinia. La vicenda riapre così il dibattito sul rapporto tra programmazione economica, tutela del patrimonio storico e responsabilità amministrative, trasformando l’acquisizione dell’immobile in un nuovo terreno di confronto politico tra maggioranza e opposizione.

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