sabato, Giugno 13, 2026

Turismo, la scommessa è non disperdere la crescita

C’è chi arriva per la prima volta, attratto dal fascino senza tempo del Colosseo, dei Fori Imperiali e della Basilica di San Pietro. E c’è chi torna, magari per la terza o quarta volta, alla ricerca di angoli meno conosciuti della Capitale o per rivivere emozioni già provate. Roma continua a esercitare il suo richiamo su milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo e si conferma il principale motore del turismo laziale. Ma la vera novità degli ultimi mesi riguarda l’intera regione, dove gli arrivi hanno registrato una crescita vicina al 30 per cento, segnale di un comparto che continua a espandersi ben oltre i confini della città eterna. I numeri arrivano dopo un 2025 particolarmente favorevole per il settore. Lo scorso anno il turismo aveva già fatto segnare un incremento significativo delle presenze, sostenuto anche dall’effetto Giubileo, che ha portato nella Capitale e nel Lazio centinaia di migliaia di pellegrini, gruppi organizzati e visitatori provenienti da ogni continente. Un flusso che ha contribuito a rafforzare uno dei pochi comparti in grado di offrire risultati positivi in una fase economica caratterizzata da crescita moderata e consumi prudenti. Secondo gli operatori, il fenomeno non si limita più ai tradizionali itinerari romani. Sempre più turisti scelgono di prolungare il soggiorno per visitare le località balneari del litorale, i borghi della Tuscia, le aree archeologiche della Ciociaria e le destinazioni naturalistiche dei monti laziali. Una tendenza favorita dal miglioramento dei collegamenti, dalla promozione territoriale e dalla ricerca, da parte dei visitatori stranieri, di esperienze autentiche lontane dai circuiti più affollati. Alla vigilia della stagione estiva il clima tra gli imprenditori del settore resta complessivamente positivo. Le prenotazioni registrate nelle ultime settimane indicano una domanda sostenuta, soprattutto dai mercati esteri. Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito continuano a rappresentare bacini fondamentali per il turismo regionale, mentre si osserva una crescita costante dei visitatori provenienti dall’Asia e dal Sud America. Non mancano tuttavia elementi di preoccupazione. Le tensioni geopolitiche internazionali e il protrarsi dei conflitti in diverse aree del mondo alimentano incertezza tra gli operatori. Il timore è che eventuali peggioramenti del quadro globale possano influire sulla propensione ai viaggi, soprattutto per le prenotazioni a lungo raggio. Gli albergatori monitorano con attenzione l’evoluzione della situazione, pur sottolineando come, almeno al momento, non si registrino segnali significativi di rallentamento. «La domanda continua a essere elevata e Roma mantiene una capacità di attrazione straordinaria», spiegano gli operatori del settore. «La sfida adesso è consolidare i risultati ottenuti e trasformare il successo legato al Giubileo in una crescita strutturale e duratura». È proprio questo il punto centrale per istituzioni e imprese: non disperdere il patrimonio costruito negli ultimi anni. L’obiettivo è investire nella qualità dell’accoglienza, nella formazione del personale, nella valorizzazione delle aree meno conosciute e nella sostenibilità dei flussi turistici. Un percorso considerato indispensabile per evitare che l’aumento delle presenze resti un fenomeno temporaneo. Per il Lazio il turismo rappresenta oggi molto più di un semplice comparto economico. È un settore capace di generare occupazione, sostenere le attività commerciali, valorizzare il patrimonio culturale e promuovere l’immagine del territorio nel mondo. Se le previsioni saranno confermate, l’estate 2026 potrebbe consolidare ulteriormente questo trend, offrendo alla regione una nuova stagione da record e confermando Roma come porta d’ingresso privilegiata verso un territorio sempre più apprezzato dai viaggiatori internazionali.

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