Batteri al di sopra dei limiti consentiti, nell’acquedotto pubblico di Civita Castellana, in provincia di Viterbo. 15 mila residenti senza acqua potabile. La ASL Viterbese ha comunicato agli uffici comunali, i risultati delle analisi effettuate da ARPA Lazio. Il sindaco della città della ceramica, appena eletto, Danilo Corazza, ha emesso un’ordinanza che vieta l’uso alimentare della risorsa idrica. “Il problema”, dice il primo cittadino, “Deriva da una infiltrazione all’interno della rete, attraverso una falla nelle tubature. Precauzionalmente sono state disattivate le casette di distribuzione dell’acqua”, ha aggiunto Corazza. Disposta la collocazione delle autobotti in giro per la cittadina, a cominciare dall’ospedale, dove alcune funzioni, come la dialisi, necessitano di acqua potabile. L’acqua pubblica, secondo il provvedimento sindacale, Può essere utilizzata soltanto per l’igiene personale, esclusa la pulizia dei denti. Per la preparazione e il lavaggio dei cibi è necessario far bollire l’acqua per 10-15 minuti. Talete, socetà che gestisce il servizio idrico nella Tuscia, fa sapere che sono stati effettuati interventi di clorazione nell’acquedotto civitonico. Nelle prossime ore sono attesi i risultati di nuove analisi. Non è la prima volta che a Civita Castellana si registrano problemi con l’acqua pubblica. A dicembre scorso lo sforamento dei limiti consentiti Ha riguardato l’arsenico. Nel maggio precedente ancora batteri e floruri.







