giovedì, Giugno 18, 2026

Scoperta tomba etrusca intatta nel Viterbese, nuovi studi in corso

Una nuova scoperta archeologica riporta alla luce un importante frammento della civiltà etrusca nel territorio del Viterbese. Nella Necropoli di San Giuliano, a Barbarano Romano, è stata individuata una tomba risalente al VII secolo a.C., rimasta sigillata per circa 2700 anni e riportata alla luce dagli archeologi impegnati negli scavi. La sepoltura, caratterizzata da un soffitto a capanna in tufo, si presenta in condizioni di conservazione tali da aver permesso il ritrovamento dei resti di una famiglia di probabile rango aristocratico, deposta su un letto funerario secondo i rituali dell’epoca. Tra gli elementi che hanno aiutato gli studiosi a interpretare il contesto, è stata rinvenuta una punta di lancia, indizio che farebbe ipotizzare la presenza di un individuo di sesso maschile all’interno della sepoltura. Accanto ai resti si troverebbero anche altri individui, la cui identificazione è ancora oggetto di studio da parte degli antropologi. Il corredo funerario comprende diversi vasi di varie dimensioni e un piccolo unguentario, elementi utili a ricostruire le pratiche rituali e le abitudini della società etrusca dell’epoca. Le attività di scavo sono condotte all’interno del Parco Naturale Marturanum da un team internazionale composto anche da studenti della Baylor University del Texas, sotto la supervisione degli archeologi e della Soprintendenza per l’Etruria meridionale. Secondo il professor Davide Zori, dell’ateneo statunitense, la tomba appena riportata alla luce potrebbe fornire dati fondamentali per comprendere le trasformazioni sociali e culturali avvenute nella società etrusca in quel periodo storico. L’archeologa Barbara Barbaro, responsabile della Soprintendenza, ha sottolineato come l’area si presenti in uno stato di conservazione eccezionale, evidenziando l’importanza della scoperta per lo studio dei riti funerari nell’Etruria interna, ancora poco conosciuti. Gli scavi nella Necropoli di San Giuliano proseguiranno nei prossimi anni, con un programma di ricerca già previsto per almeno il prossimo triennio, nel tentativo di approfondire ulteriormente la conoscenza delle strutture funerarie e della società etrusca del territorio.

 

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