Resta avvolto nel mistero uno dei casi irrisolti che da oltre trent’anni attendono una risposta. La Procura di Roma ha infatti chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Veroli, la commercialista romana di 47 anni trovata senza vita nel proprio appartamento nel quartiere Talenti nell’aprile del 1994. Una decisione che arriva al termine di una nuova attività investigativa avviata lo scorso anno, quando il fascicolo era stato riaperto anche grazie all’insistenza e alla determinazione dei familiari della vittima, che non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia per quanto accaduto. Gli inquirenti avevano disposto una serie di approfondimenti tecnico-scientifici su alcuni reperti sequestrati all’epoca del delitto e conservati per decenni, nella speranza che le moderne tecnologie forensi potessero fornire elementi rimasti invisibili agli investigatori degli anni Novanta. Gli accertamenti hanno riguardato materiali e tracce raccolte sulla scena del crimine, con analisi finalizzate all’individuazione di eventuali profili genetici o indizi utili a ricostruire con maggiore precisione le ultime ore di vita della donna. Le aspettative erano elevate, soprattutto considerando i progressi compiuti negli ultimi anni nel campo delle indagini scientifiche, spesso determinanti per fare luce su cold case rimasti insoluti per decenni. Tuttavia, secondo quanto emerge dalla richiesta di archiviazione depositata dai magistrati, gli esami effettuati non avrebbero prodotto risultati tali da consentire l’identificazione di un responsabile o da aprire nuove piste investigative concrete. Nessun elemento decisivo, dunque, sarebbe emerso dalle verifiche condotte sui reperti, lasciando sostanzialmente invariato il quadro investigativo. La vicenda di Antonella Di Veroli continua così a rappresentare una ferita aperta per i suoi familiari e uno dei tanti enigmi giudiziari che ancora attendono una soluzione. La richiesta di archiviazione non cancella infatti i numerosi interrogativi che da oltre trent’anni accompagnano la morte della professionista romana, né il desiderio dei suoi cari di conoscere la verità su quanto accadde all’interno di quell’appartamento di Talenti nella primavera del 1994. Sarà ora il giudice per le indagini preliminari a valutare la richiesta avanzata dalla Procura e a decidere se chiudere nuovamente il fascicolo oppure disporre ulteriori approfondimenti investigativi.







