Caccia al killer e indagini a tappeto a Roma dopo il triplice omicidio compiuto ieri sera in zona Casalotti. Padre, madre e figlia di 8 anni – tutti originari del Bangladesh – sono stati uccisi nella loro abitazione. Ha 20 anni e non è in pericolo di vita, l’altro figlio di Kamal Uddin e Jahan Momotaj, scampato alla strage familiare compiuta al civico 35 di via Montiglio e ora ricoverato al Policlinico Gemelli. Trasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli, è l’unico superstite dell’agguato. Il 20enne sopravvissuto ha ferite e politraumi. I genitori, di 39 e 38 anni, non avevano precedenti. Sul posto i poliziotti del commissariato Aurelio e della Squadra Mobile impegnati nelle indagini. Le autopsie sui corpi saranno effettuate la prossima settimana. Come disposto dalla procura di Roma che sta coordinando l’attività di indagine della Squadra Mobile della Questura sul triplice omicidio, è stata divulgata agli organi di stampa e sui canali social della Polizia di Stato la foto del presunto autore del delitto, identificato per Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983. Il bengalese di 43 anni non era titolare di un permesso di soggiorno e circa un anno fa aveva presentato a Frosinone richiesta di protezione internazionale ma a quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate la domanda era ancora in fase di valutazione. I poliziotti sono sulle tracce dell’uomo, che ha avuto una colluttazione con il primogenito delle vittime: sarebbe stato fatto entrare dalla coppia per dileguarsi poi subito dopo la strage. Tra le ipotesi investigative al vaglio degli investigatori della Squadra Mobile, vi è quella di una possibile matrice passionale del delitto. Al vaglio dei poliziotti tabulati telefonici e immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. E’ stata inoltre sequestrata l’arma presumibilmente utilizzata per compiere la strage al civico 35 di via Montiglio. Si tratta di una mannaia, trovata nell’abitazione dagli agenti della Scientifica, sul posto con la Squadra Mobile impegnata nei rilievi. Con quella sarebbero stati uccisi Kamal Uddin, 39 anni, sua moglie Jahan Momotaj di 38 e la figlia di 8 anni, Arowa. Gli schizzi ovunque, le orme insanguinate del ragazzo sopravvissuto, a raccontare una fuga disperata fatta scendendo a due a due i gradini, prima finalmente di essere soccorso e trasportato al vicino Policlinico Gemelli. Agostino, residente di via Montiglio, in zona Casalotti, ha raccontato quanto visto: “Ieri sera stavo guardando la partita, era il primo tempo, saranno state le 21.30, quando mi sono affacciato sentendo i cani che abbaiavano, le urla e il frastuono dalla strada. È stato un flash. Il ragazzo si è accasciato a terra, nel sangue, chiedeva aiuto e urlava ‘mamma è morta, mamma è morta’. Un altro uomo scappava sulla stessa via”. E ancora: “È una cosa orribile – continua il testimone – Vivevano qui da anni ed erano persone davvero perbene e sempre disponibili. Il figlio più grande, ogni volta che vedeva rientrare mia moglie, le chiedeva se avesse bisogno di qualcosa”. “Conoscevo tutta la famiglia. Kamal è davvero un ragazzo perbene, onesto, lavorava al supermercato. Questa cosa terribile è una vergogna per il Bangladesh, purtroppo non c’è sicurezza. Ci auguriamo che la polizia trovi subito il responsabile, è fuggito ma le telecamere in zona ci sono”. A parlare è Abdul Mannan, connazionale e conoscente di Kamal Uddin e di sua moglie Jahan Momotaj, uccisi ieri sera a Roma, nella loro abitazione nella zona di Casalotti insieme alla figlia di 8 anni. “Al movente passionale (sul quale al momento si indaga, ndr) credo – dice – e spero che chi ha fatto questa strage venga preso presto”.







