domenica, Giugno 28, 2026

Aggressione choc all’Eur, sedicenne massacrato dal branco con una spranga. Il padre: “Lo hanno colpito senza motivo, potevano ucciderlo”

Un’aggressione brutale, avvenuta in pochi istanti e senza alcun apparente motivo, ha trasformato una serata tra amici in un incubo per un ragazzo di appena 16 anni. Il giovane è stato accerchiato e picchiato da un gruppo di coetanei incappucciati nel quartiere Eur, a Roma, riportando gravi ferite dopo essere stato colpito ripetutamente anche con una spranga di ferro. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il sedicenne si trovava in compagnia di alcuni amici quando un gruppo composto da diversi ragazzi, con il volto parzialmente coperto da cappucci e cappellini, si è avvicinato improvvisamente. Nessuna discussione, nessun diverbio precedente: gli aggressori avrebbero iniziato a colpire la vittima con calci e pugni, per poi utilizzare una spranga, infierendo sul giovane ormai a terra. L’allarme è stato lanciato dai presenti. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure al ragazzo prima del trasferimento in ospedale. Le sue condizioni, pur serie, non sarebbero al momento considerate in pericolo di vita. Il sedicenne ha riportato traumi e contusioni in varie parti del corpo, oltre a profonde ferite che hanno reso necessario il ricovero. «Mio figlio è stato massacrato senza una ragione. È stato aggredito da un branco che si è accanito contro di lui con una violenza inaudita», racconta il padre del ragazzo, ancora sotto shock per quanto accaduto. «Potevano ucciderlo. Non riesco a capire come si possa colpire un ragazzo indifeso in questo modo. Chiediamo soltanto che venga fatta giustizia e che i responsabili vengano individuati al più presto». Gli investigatori stanno ora passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo le testimonianze dei presenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e identificare tutti i componenti del gruppo. Non si esclude alcuna pista, compresa quella di un’aggressione maturata per futili motivi o di un raid compiuto senza un bersaglio preciso. L’episodio riaccende l’allarme sulla violenza giovanile nella Capitale e sull’escalation di aggressioni compiute da gruppi di ragazzi, spesso giovanissimi, che agiscono in branco e con estrema ferocia. Nel quartiere Eur, intanto, cresce la preoccupazione dei residenti, che chiedono maggiori controlli e una presenza più costante delle forze dell’ordine nelle aree di ritrovo frequentate dai giovani.Per il sedicenne e la sua famiglia, però, resta soprattutto il trauma di una notte che avrebbe  potuto avere conseguenze ancora più drammatiche. «Mio figlio dovrà riprendersi dalle ferite, ma soprattutto dalla paura», conclude il padre. «Nessuno dovrebbe uscire di casa e rischiare la vita per un’aggressione tanto assurda e gratuita».

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