lunedì, Giugno 29, 2026

Oms: “Oltre 1.300 morti per caldo in Europa”. Afa e temperature record. Attenzione a shock termico. Mercalli: “Pericolo di altre ondate”

L’Europa “è il continente che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra, con un riscaldamento doppio rispetto alla media globale”. Lo scrive su X il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “In questo momento 150 milioni di persone vivono sotto ondate di caldo estremo, centinaia sono morte, le scuole sono chiuse, le reti elettriche stanno cedendo”, afferma Ghebreyesus, “spinto dal cambiamento climatico e dal riscaldamento globale, il fenomeno delle ondate di calore ‘una volta ogni generazione’ si verifica ora quasi annualmente. Ci avevano avvertito”.    “Sono stati registrati più di 1300 decessi in eccesso dal 21 giugno legati alle alte temperature in Europa. Lo stress da caldo è spesso chiamato il “killer silenzioso” – e le case, i luoghi di lavoro e le scuole europee non sono state costruite per queste temperature”, ha proseguito il direttore generale dell’Oms che, ha proseguito, “sta lavorando con i suoi Stati membri e i partner per affrontare le minacce alla salute poste dal caldo estremo, concentrandosi sulla preparazione, la prevenzione e risposte più forti dei sistemi sanitari”. “In particolare, stiamo incoraggiando i paesi europei a implementare piani d’azione per la salute legati al caldo, come parte di un’agenda più ampia per proteggere la salute contro il cambiamento climatico”, conclude Ghebreyesus. La cappa di caldo che avvolge l’Italia favorirà fenomeni temporaleschi e improvvisi acquazzoni nella giornata di oggi da Nord a Sud. La Protezione civile ha diramato un’allerta gialla per nove regioni, Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata e Sicilia, dove sono possibili precipitazioni da isolate a sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale pomeridiano/serale. Calabria: Versante Jonico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico Meridionale. Abruzzo: Marsica, Bacino Alto del Sangro, Bacino dell’Aterno Basilicata: Basi-A1, Basi-A2, Basi-D, Basi-Calabria: Versante Jonico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico Meridionale Lombardia: Valchiavenna, Media-bassa Valtellina, Laghi e Prealpi Varesine, Appennino pavese, Nodo Idraulico di Milano Molise: Alto Volturno – Medio Sangro Piemonte: Pianura Cuneese, Valli Orco, Lanzo e Sangone, Valli Varaita, Maira e Stura, Valli Susa, Chisone, Pellice e Po, Valle Tanaro, Pianura Torinese e Colline Sicilia: Nord-Orientale, versante ionico, Bacino del Fiume Simeto, Centro-Meridionale e isole Pelagie Trentino Alto Adige: Provincia Autonoma di Bolzano Umbria: Nera – Corno Veneto: Dolomiti Occidentali: Agordino, Zoldano, alta Val Boite, Dolomiti orientali: Cadore, Comelico. Marsica, Bacino Alto del Sangro, Bacino dell’Aterno Calabria: Versante Jonico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Jonico Meridionale Sicilia: Nord-Orientale, versante ionico, Bacino del Fiume Simeto, Centro-Meridionale e isole Pelagie. Se Milano presenta una stima di incremento del rischio di mortalità del 170%, significa che anche il nostro Paese è pienamente esposto agli effetti del cambiamento climatico sulla salute. Non basta diffondere bollettini o raccomandazioni: serve un vero Piano nazionale di adattamento sanitario al caldo, con sorveglianza epidemiologica in tempo reale, rafforzamento dell’assistenza territoriale, protezione attiva delle persone più vulnerabili e città progettate per ridurre le isole di calore”. Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International, commenta lo studio pubblicato da l’Economist secondo il quale in soli tre giorni il caldo estremo potrebbe causare circa 12.000 decessi in più in Europa. Nubifragi e temporali stanno interessando in queste ore la città di Torino, ampie porzioni del Torinese e del Cuneese, dove in alcuni punti si sono verificati degli allagamenti di strade, e alcune località dell’Alessandrino. A Pessione (Torino) le raffiche di vento hanno divelto le tettoie di una azienda agricola. Diverse sono le segnalazioni relative a fulmini caduti su centri abitati.  L’ondata temporalesca ha concluso una giornata caratterizzata dal grande caldo: a Torino sono stati toccati i 38 gradi, ad Alessandria i 40. Il Veneto boccheggia in quella che, per ora, è la giornata più calda della stagione. Nel pomeriggio si è registrata una massima di 39 gradi a Barbarano Vicentino, mentre 38 gradi sono stati toccati nel veronese, a Salizzole. Temperature over 35 in gran parte delle località di pianura, a causa delle nuova spinta dell’anticiclone subtropicale che avvolge l’Italia e mezza Europa. I 39 gradi di Barbarano – 38.9 per l’esattezza – non sono comunque un record storico per il Veneto: il primato risale al 22 agosto 2012, con 40,3 gradi, registrati dall’Arpav a Galzignano (Padova). Altri picchi di caldo datano invece l’estate terribile del 2003, con 40 gradi a Castelfranco (Treviso), e 39,8 a Padova, entrambi nel mese di agosto. Il caldo sta mettendo a dura prova soprattutto chi abita nei centri città, dove il clima torrido è enfatizzato dalle “isole di calore” urbano, all’interno delle quali è probabile siano stati raggiunti valori anche qui prossimi ai 40.  Poco refrigerio per chi è in montagna, anche se le massime sono più clementi, tra i 22 e i 28 gradi. Nonostante non faccia freddo neppure sulla Marmolada, a 3.343 metri di quota, fa impressione la differenza di quasi 30 gradi fra i +10 del ghiacciaio e i valori infuocati della pianura.

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