Ora basta. I pendolari della linea FL5 hanno deciso di passare alle vie formali e hanno inviato una lettera di reclamo a Trenitalia per denunciare le condizioni sempre più critiche dei treni in partenza o in transito da Civitavecchia, soprattutto nelle giornate di maggiore afflusso turistico legato ai crocieristi. Un disagio quotidiano che, secondo i viaggiatori, non solo compromette la qualità del servizio per chi paga regolarmente un abbonamento mensile, ma incide direttamente sulla sicurezza e sulla vivibilità dei convogli. La segnalazione è corredata da un ricco book fotografico che documenta carrozze sovraffollate e corridoi completamente occupati da valigie di grandi dimensioni, disposte in modo disordinato e spesso davanti alle porte di accesso e alle uscite di emergenza. Nella lettera, una pendolare racconta una situazione definita ormai sistematica e non più episodica, evidenziando come il problema si ripresenti quotidianamente a causa dell’intenso flusso di turisti e crocieristi diretti o provenienti dal porto di Civitavecchia, che renderebbe sempre più difficile la convivenza tra esigenze diverse di trasporto. Le criticità segnalate riguardano innanzitutto la sicurezza, con l’ostruzione delle vie di fuga e delle porte che, secondo i pendolari, potrebbe rendere difficoltosa un’eventuale evacuazione in caso di emergenza, oltre al rischio che i bagagli possano cadere durante le frenate improvvise. A questo si aggiunge il problema del sovraffollamento e della mobilità interna, con passeggeri costretti a scavalcare valigie per salire e scendere alle fermate intermedie, spesso in condizioni di forte disagio. Nel reclamo viene inoltre evidenziata la mancanza di controlli a bordo e la scarsa applicazione del regolamento sul trasporto dei bagagli, con la percezione di una presenza insufficiente del personale deputato a garantire ordine e sicurezza. I pendolari chiedono quindi interventi urgenti, tra cui il potenziamento della composizione dei treni e delle corse nelle fasce orarie più critiche, un rafforzamento dei controlli a bordo e soluzioni strutturali per separare i flussi turistici da quelli dei lavoratori quotidiani, in un sistema ferroviario che, secondo le loro testimonianze, non sarebbe più in grado di reggere l’attuale pressione di traffico.







