Botta e risposta politico a Cerveteri sul nuovo regolamento della Biblioteca comunale “Nilde Iotti”. Dopo le dichiarazioni del sindaco, i gruppi di opposizione intervengono con una nota congiunta per respingere le accuse e chiarire la propria posizione, sostenendo di non aver mai votato contro la biblioteca, la cultura o il personale che quotidianamente garantisce un servizio ritenuto prezioso per la città. «Riconosciamo pienamente il valore del lavoro svolto negli anni dal personale della Biblioteca – affermano – che ha saputo costruire una realtà culturale dinamica e punto di riferimento per l’intera comunità». Al centro della polemica c’è il mancato svolgimento della commissione consiliare convocata per approfondire il provvedimento. Secondo l’opposizione, la seduta non si sarebbe potuta tenere per l’assenza dei consiglieri di maggioranza e dell’assessore competente, impedendo di fatto qualsiasi discussione sull’atto. «Il consigliere Luigino Bucchi, delegato dall’opposizione, si è ritrovato presente insieme alla sola commissaria Mensurati, rendendo impossibile il confronto», si legge nella nota, nella quale vengono rivolte una serie di domande all’amministrazione: «Chi ha realmente svilito il ruolo delle istituzioni? Chi ha impedito il confronto democratico previsto dal regolamento comunale?». I consiglieri di minoranza ribadiscono inoltre che l’astensione espressa in Consiglio comunale non rappresenta una presa di posizione contro la biblioteca, ma una contestazione politica sul metodo adottato dall’amministrazione. «Proprio perché crediamo nel valore della Biblioteca, riteniamo che essa meriti rispetto, programmazione e serietà amministrativa», sottolineano, respingendo le accuse del sindaco di aver anteposto il gioco politico agli interessi della città. Per l’opposizione, la responsabilità del mancato confronto preventivo sul nuovo regolamento ricade esclusivamente sulla maggioranza, che non avrebbe garantito le condizioni per un adeguato approfondimento del provvedimento prima dell’approdo in aula. Una vicenda che riaccende il confronto politico cittadino e che rischia di alimentare ulteriori tensioni tra maggioranza e opposizione sul tema della gestione delle istituzioni culturali del territorio.







