Con l’arrivo dell’estate tornano anche i disagi legati alla rete idrica cittadina, con numerose abitazioni che si ritrovano con i rubinetti a secco o con una pressione dell’acqua ridotta al minimo. Una situazione che, secondo il movimento politico Ladispoli Attiva, non rappresenta un’emergenza imprevedibile ma la conseguenza di criticità note da tempo e di precise scelte nella gestione del territorio. «Era già tutto previsto: è la diretta conseguenza di scelte urbanistiche che non tengono conto dei limiti infrastrutturali della città», denunciano i consiglieri di opposizione Gianfranco Marcucci e Martina Paoli. Nel mirino del gruppo politico finiscono in particolare i nuovi Piani Integrati e le politiche di espansione urbanistica adottate negli ultimi anni. «Quando ci opponiamo alla cementificazione non lo facciamo per principio – sottolinea Ladispoli Attiva – ma perché ogni nuovo quartiere comporta un aumento della domanda di servizi essenziali, a partire dall’acqua. E non è una nostra opinione: lo scrivono i documenti ufficiali della Variante al Piano Regolatore adottata nel 2019 da questa amministrazione». A sostegno delle proprie critiche, il movimento richiama i dati contenuti negli atti ufficiali, che evidenzierebbero una situazione già fortemente compromessa durante i mesi estivi, quando l’aumento delle presenze in città mette ulteriormente sotto pressione la rete idrica. Una problematica che, anno dopo anno, continua a riproporsi e che riaccende il dibattito sulla capacità delle infrastrutture cittadine di sostenere la crescita urbanistica e l’incremento della popolazione durante la stagione turistica.
Ladispoli, torna l’emergenza acqua: “Rubinetti a secco per scelte urbanistiche sbagliate”







