Una prima esplosione, poi l’incendio, quindi una seconda, violentissima deflagrazione che alle 8 del mattino del 4 luglio 2025 trasformò via dei Gordiani in un inferno di fuoco. Il gigantesco fungo di fumo, visibile da gran parte della Capitale, segnò una delle pagine più drammatiche degli ultimi anni a Roma. A dodici mesi di distanza quelle immagini continuano a impressionare: il distributore di benzina distrutto, il centro sportivo Villa de Sanctis devastato, la scuola Balzani gravemente danneggiata, abitazioni e attività commerciali sventrate dall’onda d’urto. E soprattutto una vittima, Claudio Ercoli, dipendente dell’area di servizio, che riportò ustioni sul 55% del corpo e morì dopo settimane di lotta tra la vita e la morte. Il bilancio avrebbe potuto essere ancora più tragico. Al momento dell’esplosione la scuola Balzani, plesso dell’Istituto comprensivo Simonetta Salacone, era chiusa. Se l’incidente si fosse verificato durante l’orario scolastico, centinaia di bambini e insegnanti si sarebbero trovati all’interno dell’edificio. Le immagini delle aule devastate, delle finestre e delle serrande precipitate sui banchi e dei gravi danni strutturali fecero immediatamente comprendere quanto si fosse sfiorata una tragedia immane. Nel settembre del 2025 la scuola non riaprì e gli studenti furono redistribuiti in altri plessi, mentre le istituzioni promettevano una ricostruzione rapida. A un anno di distanza qualcosa è effettivamente cambiato. Il Comune di Roma ha stanziato oltre due milioni di euro e nell’autunno scorso sono partiti i lavori che, oltre alla riparazione dei danni, hanno portato a una completa riqualificazione dell’edificio. Il prossimo 14 settembre la Balzani riaprirà ufficialmente alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, segnando uno dei simboli della rinascita del quartiere. Restano però aperte altre questioni. Le famiglie continuano a chiedere garanzie sulla sicurezza dell’area, in particolare per la presenza di un impianto privato di stoccaggio e rottamazione di rifiuti non pericolosi situato a circa 200 metri dalla scuola. Sul tema è intervenuta anche la consigliera regionale del Pd Marta Bonafoni, che ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Nel frattempo la società proprietaria dell’impianto ha avviato l’iter per la delocalizzazione ad Anzio, dove è in corso la conferenza dei servizi. La tragedia di via dei Gordiani ha inoltre riaperto il dibattito sulla presenza di impianti di Gpl e metano in prossimità di abitazioni e scuole. Pochi giorni dopo l’esplosione, l’ex sindaca e consigliera del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi presentò una proposta di deliberazione per modificare il regolamento degli impianti stradali di rifornimento energetico, iniziativa che però ha ricevuto il parere negativo della Direzione Suap di Roma Capitale. Tra i luoghi simbolo di quella giornata c’è anche il centro sportivo Villa de Sanctis, anch’esso pesantemente colpito dall’esplosione. Anche in questo caso il destino ha evitato il peggio. «Venti minuti dopo la piscina sarebbe stata piena di bambini del centro estivo», ricordò il presidente del Municipio V Mauro Caliste durante un sopralluogo nei mesi successivi. Oggi è lo stesso minisindaco a spiegare che il centro sportivo ha riaperto, la piscina è nuovamente accessibile e sono ripartite le attività dei centri estivi. Restano soltanto alcuni interventi residuali, ma la situazione, assicura il municipio, sta gradualmente tornando alla normalità. Lo stesso Municipio V ha inoltre completato il ripristino del tratto di strada danneggiato dall’esplosione e tutti gli interventi di competenza pubblica necessari per consentire al quartiere di ripartire. Diverso il discorso per i privati, che continuano a fare i conti con le conseguenze economiche della tragedia. Tra i casi più emblematici c’è quello del ristorante Habitué, al civico 22 di via dei Gordiani, che riportò danni per circa 500mila euro e fu costretto a chiudere. «Ci sentiamo abbandonati a noi stessi», raccontava allora il titolare Massimiliano Centurioni. A un anno di distanza il locale è ancora chiuso, ma i lavori per la riapertura sono in corso e l’obiettivo è tornare ad alzare le serrande nel prossimo autunno. Dodici mesi dopo l’esplosione, via dei Gordiani prova dunque a rialzarsi. Le ferite materiali si stanno lentamente rimarginando, la scuola si prepara a riaprire e le attività sportive sono ripartite. Ma restano il ricordo di una tragedia sfiorata, il dolore per una vita spezzata e le domande, ancora senza una risposta definitiva, sulla sicurezza di impianti e attività industriali a pochi metri da case, scuole e luoghi frequentati ogni giorno da centinaia di famiglie.







