Un’imponente industria clandestina del tabacco, capace di operare a ciclo continuo e completamente isolata dal mondo esterno, è stata scoperta e smantellata a Civita Castellana, in provincia di Viterbo. Il bilancio della maxi-operazione, condotta in stretta sinergia dai militari delle locali Compagnie dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, è pesante: due arresti in flagranza di reato e il sequestro di ben 20 tonnellate complessive tra tabacco lavorato e scarti industriali. L’indagine è scaturita da un’attenta attività info-investigativa che ha portato le forze dell’ordine a fermare e controllare un autoarticolato con targa straniera. A bordo del mezzo sono stati rinvenuti macchinari industriali, generatori di corrente ad alte prestazioni e migliaia di pacchetti di sigarette contraffatti recanti vari marchi, del tutto privi degli standard originali e di conformità. I due conducenti del veicolo, entrambi cittadini stranieri, sono stati arrestati sul fatto e trasferiti presso la Casa Circondariale di Roma “Regina Coeli” su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. I successivi accertamenti hanno permesso di risalire al luogo di partenza del tir: un capannone apparentemente abbandonato, in passato utilizzato come opificio per la produzione di ceramiche sanitarie. Una volta all’interno, Carabinieri e Finanzieri si sono trovati davanti a una vera e propria catena di montaggio abusiva per il confezionamento di bionde sul mercato nero, strutturata in modo da aggirare il regime di monopolio statale e le accise sui tabacchi lavorati, provocando un ingente danno economico all’Erario. I gestori della fabbrica abusiva avevano studiato tutto nei minimi dettagli per non destare sospetti all’esterno: Insonorizzazione: Le aree di produzione erano rivestite con pannelli fonoassorbenti per attutire il rumore dei macchinari di trinciatura. Impianti hi-tech: Era presente una complessa rete di condutture collegate a canne fumarie per lo smaltimento dei fumi e camere climatiche d’essiccazione collegate ad altissima tensione. Il “dormitorio”: All’interno dello stabilimento era stata ricavata un’area di soggiorno diuturno per la manovalanza, completa di zona ristoro e attrezzata con dodici posti letto per consentire ai lavoratori di non uscire mai dalla struttura. Al termine delle attività, i militari hanno apposto i sigilli a circa 10 tonnellate di tabacco trinciato pronto alla vendita illegale, per un valore di mercato stimato in oltre 2,5 milioni di euro. Sono state inoltre sequestrate altre 10 tonnellate di pulviscolo di lavorazione. Quest’ultimo, considerato a tutti gli effetti un rifiuto speciale derivato dalla produzione stimata di circa 100 milioni di sigarette in frode, ha fatto scattare anche le contestazioni per reati ambientali. Secondo i calcoli degli inquirenti, l’immissione sul mercato di una simile quantità di prodotto avrebbe generato un’evasione dell’accisa pari a circa 1,5 milioni di euro. L’intervento congiunto tra l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza non ha solo assestato un duro colpo al contrabbando e alla contraffazione, ma ha anche evitato che finissero sul mercato prodotti privi di qualsiasi tracciabilità e potenziale pericolo per la salute dei consumatori.







