sabato, Luglio 11, 2026

Ardea, aggredita l’atleta paralimpica Beatrice Ion: “Insultata perché straniera e disabile, il razzismo esiste”

Un episodio di violenza e discriminazione scuote Ardea e il mondo dello sport paralimpico. Beatrice Ion, atleta della Nazionale italiana di basket in carrozzina, ha denunciato di essere stata aggredita nella giornata di ieri davanti al cancello della sua abitazione, dove sarebbe stata raggiunta insieme al padre da un uomo che avrebbe rivolto loro insulti a sfondo razziale e discriminatorio. A raccontare quanto accaduto è stata la stessa atleta, affidando ai social la propria denuncia e spiegando di essere stata colpita non solo per le sue origini, ma anche per la sua condizione di persona con disabilità. «Vivo in Italia da 16 anni, ho la cittadinanza italiana, ho fatto tutte le scuole qui e sto continuando gli studi all’università italiana, gioco nella Nazionale italiana di basket in carrozzina e mi considero in tutto e per tutto italiana», ha scritto Beatrice, sottolineando il forte legame con il Paese che considera casa. Secondo il racconto della giovane atleta, l’aggressore sarebbe entrato nel giardino dell’abitazione e avrebbe poi rivolto pesanti offese a lei e al padre, che sarebbe stato colpito al volto e trasportato in ospedale per gli accertamenti del caso, con il sospetto di una frattura allo zigomo. «Mio papà è stato aggredito ed è in ospedale probabilmente con uno zigomo rotto perché a detta loro siamo degli stranieri del ca… che devono tornare al loro paese», ha raccontato Beatrice, riferendo anche gli insulti ricevuti per la sua disabilità. «Non dite che il razzismo in Italia non esiste perché io l’ho vissuto oggi dopo 16 anni che vivo qui e fa male», ha aggiunto l’atleta, rivolgendosi anche a chi avrebbe assistito alla scena senza intervenire: «A voi che avete guardato il tutto senza alzare un dito vi dovreste vergognare più di loro». La denuncia ha suscitato immediatamente reazioni di solidarietà dal mondo dello sport e dalle istituzioni. La società Amicacci Giulianova, formazione paralimpica abruzzese nella quale milita Beatrice Ion, ha espresso vicinanza all’atleta e alla sua famiglia, condannando con fermezza l’accaduto. «Beatrice vive in Italia da 16 anni ed è nazionale azzurra – ha dichiarato il presidente Peppino Amicacci –. Ha subito offese a sfondo razziale e discriminatorio, mentre il padre è finito in ospedale per un colpo allo zigomo. La società si unisce alla denuncia del vergognoso episodio e auspica che i colpevoli vengano presto individuati». La società ha inoltre ribadito il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione, ricordando come la lotta al razzismo rappresenti uno dei valori fondanti dello sport paralimpico. Solidarietà anche dal presidente regionale del Coni Abruzzo Enzo Imbastaro, che si è detto «esterrefatto» per quanto accaduto e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di contrastare episodi di odio e intolleranza. «Purtroppo queste storie si stanno ripetendo con una certa frequenza e per questo dobbiamo alzare il livello di attenzione su episodi gravi in modo da evitare una pericolosa escalation», ha dichiarato. Beatrice Ion, che da due anni vive in Abruzzo dove frequenta l’Università di Teramo, è una delle atlete simbolo del basket paralimpico italiano. La sua storia personale, fatta di sport, integrazione e impegno, è oggi al centro di un appello contro ogni forma di discriminazione, mentre le autorità competenti sono chiamate a fare piena luce sull’aggressione denunciata.

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