mercoledì, Luglio 15, 2026

Viterbo, rete idrica tra le più disperdenti d’Italia: oltre il 40% dell’acqua va perso prima di arrivare ai rubinetti

Viterbo figura tra i cinquanta capoluoghi di provincia italiani con le maggiori perdite della rete idrica. È quanto emerge dall’analisi elaborata dall’Ufficio studi della Cgia, che fotografa una situazione ancora critica sul fronte della dispersione dell’acqua potabile, in un contesto reso ancora più delicato dagli effetti dei cambiamenti climatici e dalle estati sempre più calde e siccitose. Secondo la classifica, il capoluogo della Tuscia occupa il 47° posto tra i 109 Comuni capoluogo italiani presi in esame, rientrando così nella fascia dei territori con le maggiori criticità legate all’efficienza delle infrastrutture idriche. I numeri evidenziano come, dei 399 litri d’acqua immessi quotidianamente nella rete per ogni abitante, ben 162 litri vengano dispersi prima di raggiungere le abitazioni, a causa di rotture, perdite lungo le condutture e della vetustà degli impianti. Una percentuale che si traduce in una dispersione del 40,6%, con quasi un litro su due che si perde lungo il percorso. Il fenomeno non rappresenta soltanto un problema ambientale, ma comporta anche pesanti conseguenze economiche e sociali. Secondo lo studio della Cgia, il Lazio è la regione italiana che registra il maggiore impatto economico derivante dalle perdite della rete idrica, con un costo stimato superiore a 1,5 miliardi di euro, a fronte di un danno complessivo nazionale pari a 9,8 miliardi di euro. Uno spreco che incide direttamente sulla gestione del servizio idrico e che coinvolge famiglie, attività produttive, scuole, ospedali e uffici pubblici, costretti a fare i conti con una rete che in molti casi necessita di importanti interventi di ammodernamento. Va tuttavia sottolineato che l’analisi della Cgia prende come riferimento i dati relativi al 2022. Da allora, sul territorio viterbese sono stati avviati diversi interventi di manutenzione straordinaria e sostituzione delle condotte da parte di Talete, la società che gestisce il servizio idrico integrato nella provincia. Opere che potrebbero aver contribuito a ridurre, almeno in parte, il livello delle dispersioni registrate quattro anni fa. Nonostante gli investimenti effettuati, il tema della modernizzazione delle infrastrutture idriche resta una delle principali sfide per il territorio. Il progressivo invecchiamento delle reti, unito agli effetti delle ondate di calore e alla crescente scarsità di risorse idriche, rende infatti sempre più urgente accelerare gli interventi di riqualificazione per limitare gli sprechi, migliorare l’efficienza del servizio e garantire una gestione sostenibile di una risorsa sempre più preziosa.

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