La Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, accusato di avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l’assalto al suo negozio. Accolta, dunque, la richiesta della Procura generale.La vicenda risale al 28 aprile 2021. Roggero reagì all’assalto. Dopo che i malviventi, armati, erano usciti dal negozio e stavano fuggendo, li inseguì all’esterno sparando diversi colpi con una pistola legalmente detenuta. Due rapinatori, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, morirono; il terzo, Alessandro Modica, rimase ferito. “È finita”. A sera, quando la Cassazione chiude definitivamente la sua vicenda – che è andata ben oltre Grinzane Cavour, il paese in provincia di Cuneo dove tutto è iniziato – Mario Roggero getta la spugna e affida ancora una volta ai social il suo pensiero. L’ultimo prima di entrare in carcere per scontare quei 14 anni e nove mesi che la sentenza di secondo grado gli ha comminato ritenendolo responsabile di due omicidi. Ma la sua non è una resa, e lo fa capire chiaramente nel videomessaggio, chiedendo ai tanti che l’hanno sostenuto in questi anni, a partire da esponenti di primo piano della politica, di “essere la sua voce”. Di parlare per lui. Che di cose ne ha ancora da dire, e tante. “Sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari prima di costituirmi in carcere” premette prima di attaccare i magistrati. “Ho preso atto – dice infatti – che i giudici di Roma hanno voluto condannarmi a 14 anni e 9 mesi di reclusione come nei giudizi precedenti. Quindi – rincara – hanno voluto darmi l’ergastolo”. Poi il 72enne mette da parte il risentimento e ringrazia tutti coloro che gli sono stati vicino, lanciando a loro un ultimo appello. “Adesso dovrò passarvi il testimone, per portare avanti una legge che sia veramente contro le ingiustizie e contro la criminalità sempre più dilagante. Quindi un grande abbraccio a tutti voi, sarete voi la mia voce”. “In tanti, in tantissimi stiamo con Mario Roggero. Chiediamo la grazia per lui! Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo ingiusta questa condanna”. Così, in un video su Instagram, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. La Procura contestò a Roggero il reato di omicidio volontario plurimo e tentato omicidio, sostenendo che, al momento degli spari, l’aggressione fosse ormai terminata e che quindi non ricorressero i presupposti della legittima difesa. Il 4 dicembre 2023 la Corte d’Assise di Asti lo condannò a 17 anni di reclusione, riconoscendo alcune attenuanti ma escludendo la legittima difesa. Nel processo d’appello la difesa continuò a sostenere che Roggero avesse agito in una situazione di grave turbamento e per proteggere sé e la propria famiglia. L’accusa ribadì invece che si fosse trattato di una reazione successiva alla rapina, definendola una “illegittima vendetta” e sostenendo che il pericolo fosse ormai cessato. Il 3 dicembre 2025 la Corte d’Assise d’Appello di Torino confermò la responsabilità penale di Roggero, riducendo però la pena a 14 anni e 9 mesi di reclusione. Nelle motivazioni depositate nel 2026, la Corte ha affermato che la legittima difesa non era applicabile, perché al momento degli spari l’azione dei rapinatori era già conclusa: essi avevano lasciato il negozio e stavano tentando di allontanarsi in auto. Secondo i giudici, mancava quindi il requisito dell’attualità del pericolo richiesto dall’articolo 52 del codice penale.
Condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, il gioielliere che uccise due rapinatori







