Prendono ufficialmente forma a Ladispoli i primi sei “Progetti di Vita” dedicati alle persone con disabilità, un percorso che punta a costruire interventi personalizzati attraverso la collaborazione tra Comune, Asl, Regione e realtà del Terzo Settore. L’amministrazione comunale ha formalizzato la presa d’atto dell’elaborazione e della sottoscrizione dei progetti, segnando un passaggio importante nell’ambito delle politiche sociali cittadine. Al centro dell’iniziativa c’è un modello di welfare basato sulla centralità della persona e sulla programmazione condivisa tra le istituzioni coinvolte. «Un percorso mirato per ogni ragazzo», spiega l’assessore alle Politiche sociali Gabriele Fargnoli, illustrando una progettazione che punta a costruire interventi calibrati sulle esigenze individuali delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Il progetto si inserisce in un quadro più ampio che comprende anche il futuro Consorzio Sociale dell’Etruria Meridionale, il cui iter è ancora in attesa del via libera del Consiglio comunale di Cerveteri, e il programma “Dopo di Noi”, finalizzato alla realizzazione di piccole strutture residenziali destinate ad accogliere persone con disabilità prive del sostegno familiare. Dal Comune sottolineano come il Distretto 2 della Asl Roma 4, che comprende Ladispoli e Cerveteri, rappresenti un punto di riferimento fondamentale per l’integrazione socio-sanitaria del territorio. «L’avvio dei Progetti di Vita conferma un approccio al welfare fondato sulla centralità della persona e sulla collaborazione tra istituzioni, servizi e Terzo Settore», spiegano dall’amministrazione, evidenziando inoltre come il futuro Consorzio Sociale dell’Etruria Meridionale possa garantire maggiore stabilità, coordinamento e continuità ai servizi sociali, rafforzando la programmazione e rendendo più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche. Secondo il Comune, i Progetti di Vita rappresentano già oggi uno strumento concreto per costruire un sistema di assistenza più integrato e vicino alle esigenze delle famiglie. Sul risultato arriva però anche l’intervento dell’opposizione. Ladispoli Attiva accoglie con favore la formalizzazione dei primi sei progetti, ma contesta la ricostruzione proposta dall’amministrazione comunale. «Alla luce del comunicato diffuso dall’amministrazione, nel quale sembra che l’intero percorso sia nato dall’iniziativa dell’ente, riteniamo necessario ricostruire con precisione i fatti e riconoscere il ruolo di chi ha contribuito concretamente ad arrivare a questo risultato», afferma il movimento civico. Secondo Ladispoli Attiva, il percorso sarebbe nato grazie alla determinazione delle famiglie che, dopo anni di richieste e attese, hanno deciso di attivarsi direttamente insieme all’associazione Il Piccolo Fiore, alla quale viene riconosciuto un ruolo determinante nel raggiungimento di questo primo importante traguardo. Un risultato che, pur tra diverse letture politiche, rappresenta un passo significativo verso un modello di assistenza sempre più personalizzato e orientato all’inclusione delle persone con disabilità sul territorio di Ladispoli.
Ladispoli, al via i primi sei Progetti di Vita per le persone con disabilità: confronto tra maggioranza e opposizione







