Un secondo detenuto ha tentato di togliersi la vita nel carcere Nicandro Izzo di Viterbo, poche ore dopo il suicidio di Thalha Abdelkakir, il 29enne marocchino trovato morto nella notte all’interno dell’istituto penitenziario. Il nuovo gesto è stato sventato dal tempestivo intervento degli agenti della polizia penitenziaria, che sono riusciti a salvarlo. Il tentativo di suicidio si inserisce in un contesto già segnato dall’incendio scoppiato nella sezione precauzionale del carcere. Secondo i primi accertamenti, il rogo sarebbe stato provocato dalle fiamme appiccate ad alcuni materassi durante una protesta o un tentativo di rivolta. Il fumo ha rapidamente invaso i corridoi e l’infermeria della struttura. Il bilancio dell’emergenza è di 23 persone intossicate: 17 detenuti e 6 agenti della polizia penitenziaria, tra cui anche il comandante dell’istituto, intervenuto durante i soccorsi. L’Ares 118 e i Vigili del Fuoco hanno gestito le operazioni di evacuazione impiegando cinque mezzi sanitari e il Nucleo maxiemergenze. Sette persone sono state trasportate all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, una in codice rosso e sei in codice giallo, mentre altre dieci sono state assistite sul posto. La maggior parte è stata dimessa, mentre un agente della polizia penitenziaria e un detenuto restano in osservazione. Sul posto sono intervenuti gli investigatori della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Veronica Buonocore, sono finalizzate ad accertare le responsabilità dell’incendio e a ricostruire le circostanze del suicidio di Abdelkakir. Nelle prossime ore potrebbe essere disposta l’autopsia sul corpo del 29enne.







