Il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata entra nella fase decisiva dell’iter amministrativo. Con l’avvio della conferenza dei servizi decisoria si apre infatti uno dei passaggi più importanti verso la realizzazione dell’impianto destinato a diventare la futura casa del club giallorosso e, nelle intenzioni delle istituzioni, uno dei principali candidati a ospitare le partite degli Europei di calcio del 2032. La procedura, avviata ieri, dovrà concludersi entro sessanta giorni con il rilascio del provvedimento autorizzativo unico, passaggio fondamentale per consentire l’apertura del cantiere e dare il via alla fase esecutiva dell’opera. A fare il punto sul cronoprogramma è stato il commissario straordinario Massimo Sessa, che ha confermato la volontà di rispettare tempi rapidi grazie a una stretta collaborazione tra tutte le amministrazioni coinvolte. L’obiettivo dichiarato è accelerare l’iter burocratico per consentire al progetto di procedere senza ulteriori rallentamenti, in linea con le scadenze fissate anche in vista della candidatura dell’impianto tra quelli che potrebbero ospitare il campionato europeo del 2032. Nel corso della conferenza stampa che ha accompagnato l’avvio della conferenza dei servizi, i ministri Matteo Salvini e Andrea Abodi hanno ribadito il sostegno del Governo alla realizzazione dell’opera, sottolineando l’importanza strategica del nuovo stadio non solo dal punto di vista sportivo ma anche sotto il profilo della rigenerazione urbana e dello sviluppo economico del quadrante est della Capitale. Nella stessa occasione è stata ufficializzata la nomina del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca come sub-commissari, una scelta che punta a replicare il modello organizzativo adottato per gli interventi del Giubileo, con l’obiettivo di velocizzare autorizzazioni, coordinamento istituzionale e realizzazione delle opere. Secondo il cronoprogramma illustrato dai promotori, l’apertura del cantiere potrebbe avvenire nella primavera del 2027. Un passaggio che segnerebbe l’avvio concreto di un progetto destinato a cambiare il volto dell’area di Pietralata attraverso la costruzione di un impianto moderno, concepito per essere utilizzato durante tutto l’anno grazie alla presenza di servizi, aree commerciali, spazi dedicati agli eventi e infrastrutture capaci di rendere lo stadio un punto di riferimento anche al di fuori delle partite. «Lo stadio sarà un valore aggiunto per il territorio», ha dichiarato Lucia Bernabè, responsabile dei rapporti istituzionali della Roma, evidenziando come il progetto sia pensato per integrarsi con il quartiere e generare nuove opportunità economiche e occupazionali. L’investimento complessivo previsto dal club giallorosso supera il miliardo di euro, confermando la portata di un’opera destinata a rappresentare uno dei più importanti interventi infrastrutturali della Capitale degli ultimi decenni. Parallelamente, però, non si arresta la mobilitazione dei comitati contrari alla realizzazione dello stadio. I rappresentanti del movimento No Stadio hanno annunciato nuove iniziative legali, tra cui un ricorso al Consiglio di Stato e un esposto alla Corte dei Conti, contestando l’impatto dell’intervento sull’area di Pietralata e chiedendo ulteriori verifiche sull’iter autorizzativo e sull’utilizzo delle risorse pubbliche collegate alle opere infrastrutturali. La sfida sul nuovo stadio della Roma si sposta quindi su un doppio binario: da una parte la corsa contro il tempo per rispettare il cronoprogramma e puntare agli Europei del 2032, dall’altra il confronto giudiziario e amministrativo che continua ad accompagnare uno dei progetti più discussi e ambiziosi della città.







