Quota 40, come ampiamente annunciata, e con 19 città marchiate con il bollino rosso nella giornata di sabato. Il caldo torrido riporterà i termometri verso l’alto. Il Po è a livelli critici a causa della siccità, ed ai disagi per il gran caldo si aggiungerà nei prossimi giorni anche ‘l’effetto afa’: a causa della forte umidità, le temperature percepite saranno infatti elevatissime. La quarta ondata di calore africano che ha colpito l’Italia non dà tregua ed aumentano le città contrassegnate dal bollino rosso di allerta del ministero della Salute: dalle 3 di ieri, si passa alle 11 oggi e alle 19 di domani, sabato 1 agosto. L’Italia è nel pieno di una nuova ondata di calore. Quota 40, come ampiamente annunciata, e con 19 città marchiate con il bollino rosso nella giornata di sabato. Il caldo torrido riporterà i termometri verso l’alto. Il Po è a livelli critici a causa della siccità, ed ai disagi per il gran caldo si aggiungerà nei prossimi giorni anche ‘l’effetto afa’: a causa della forte umidità, le temperature percepite saranno infatti elevatissime. La quarta ondata di calore africano che ha colpito l’Italia non dà tregua ed aumentano le città contrassegnate dal bollino rosso di allerta del ministero della Salute: dalle 3 di ieri, si passa alle 11 oggi e alle 19 di domani, sabato 1 agosto. Il prossimo weekend i termometri impazziranno, avvertono i meteorologi: toccheremo 41° gradi a Terni e 40° a Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza. Più colpito dalla canicola sarà il Centro-Nord, e rischi per la salute arrivano anche dall’afa opprimente. Gli indici biometeorologici mettono infatti in luce un livello di estremo pericolo legato all’umidità. Ci sono zone dove il termometro non raggiungerà i 40 gradi, ma l’umidità alle stelle renderà l’aria irrespirabile, facendo schizzare la temperatura percepita a livelli critici. Massima attenzione nella Pianura Padana, Liguria di Levante, Valdarno, coste laziali e della Campania settentrionale, Sardegna e Sicilia. A macchia di leopardo si avranno zone con temperature percepite di quasi 44° gradi. Intanto, la condizione di siccità del bacino del Po peggiora e il livello di severità idrica diventa “alto”. L’allarme si alza per l’intero bacino padano, in particolare per le forniture idropotabili. Al momento sono oltre 100 i comuni tra Piemonte e Lombardia con criticità negli approvvigionamenti. In diversi di questi già da diversi giorni si fa ricorso ad autobotti e autocisterne per rifornire i serbatoi degli acquedotti al fine di garantire continuità di servizio alle popolazioni. Le regioni del Nord sono dunque in difficoltà e la disponibilità d’acqua cala anche in Valle d’Aosta. Le associazioni agricole pavesi hanno lanciato l’allarme per la “gravissima carenza di acqua” e Confagricoltura sottolinea come molte coltivazioni siano a rischio, a partire dal riso. A Pesaro è stata invece emessa un’ordinanza per limitare l’uso di acqua potabile.







