C’erano scatole che, almeno sulla carta, valevano poco più di una normale spedizione commerciale. Etichette anonime, descrizioni rassicuranti e la studiata banalità di chi sa che il modo migliore per non attirare l’attenzione è sembrare del tutto ordinario. All’interno, però, non c’erano semplici stivali da equitazione o da cowboy, bensì calzature e accessori di pregio realizzati con pelli provenienti da specie animali tutelate, il cui commercio è soggetto a rigorosi controlli internazionali. È proprio da questa discrepanza tra quanto dichiarato nei documenti di trasporto e quanto effettivamente rinvenuto all’apertura dei colli che prende forma l’indagine avviata all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, dove i finanzieri del Comando Provinciale di Roma, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno intercettato quello che gli investigatori ritengono essere un traffico destinato ad alimentare la filiera del lusso, un’inchiesta che richiama l’attenzione anche sul territorio di Civitavecchia, porta strategica per i flussi commerciali e sempre più centrale nelle attività di contrasto ai traffici illeciti legati alle merci di pregio.
Fiumicino, stivali in pelli protette nascosti tra spedizioni ordinarie: scatta l’indagine sul traffico destinato al mercato del lusso







