giovedì, Agosto 6, 2026

Caso Delmastro, la Camera nega alla procura l’acquisizione delle chat. Voto a scrutinio segreto

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L’Aula della Camera, a scrutinio segreto, ha confermato quanto già votato dalla Giunta delle autorizzazioni, non consentendo alla magistratura di sequestrare e utilizzare le chat dell’ex sottosegretario Delmastro con Caroccia. I voti contro l’uso delle chat e a favore della relazione della Giunta sono 206, i voti a favore del sequestro delle chat sono 133. Stando alle dichiarazioni di voto ufficiali fatte in Aula della Camera, hanno votato per non autorizzare la magistratura all’uso delle chat di Delmastro tutti i partiti di maggioranza e gli 8 deputati di Futuro Nazionale con Vannacci. Hanno invece votato a favore dell’autorizzazione all’utilizzo delle chat le forze di opposizione: Pd, M5s, Avs, Iv, Azione. La giunta ha deciso con un voto a maggioranza di non fare ulteriori istruttorie sul caso Delmastro dopo la lettera inviata dal procuratore di Roma, Lo Voi e quindi di confermare il no alla richiesta di autorizzazione al sequestro delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia di Fdi e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese. Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni Devis Dori ha deciso di non mettere ai voti la questione dell’accesso e della consultabilità delle chat “per non creare un precedente pericoloso”. Dori aveva deciso la scorsa settimana di far consultare le chat inviate dalla procura di Roma ai membri della Giunta, decisione bloccata dal presidente della Camera Lorenzo Fontana con una convocazione della Giunta per il Regolamento che ha rimesso la decisione finale al voto di oggi. “La Giunta per le autorizzazioni – ha sottolineato Dori – è un organo di garanzia che non può affidare alle maggioranze di turno decisioni sensibili”. “La Giunta si è invece espressa a maggioranza contro la proposta di integrazione istruttoria, che a mio parere sarebbe stata necessaria. Col voto della maggioranza di negare l’integrazione istruttoria diventa pertanto impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma che, quindi, rimarrà inaccessibile”.

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