venerdì, Agosto 7, 2026

Usa, stangata per Meta: dovrà pagare 567 milioni di dollari per danni piattaforme ai minori

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Un giudice dello Stato americano del New Mexico ha inflitto un nuovo e pesantissimo colpo a Meta, ordinando al colosso tecnologico di versare 567 milioni di dollari a un fondo destinato a risarcire i minori per i danni che sarebbero stati causati dalle sue piattaforme digitali. La decisione rappresenta un passaggio destinato a fare giurisprudenza negli Stati Uniti, poiché è la prima volta che un social network viene ritenuto responsabile per “disturbo dell’ordine pubblico” in relazione agli effetti prodotti sui giovani utenti. Il provvedimento è stato emesso al termine di un procedimento che ha posto al centro del dibattito il ruolo di Facebook, Instagram e WhatsApp nella tutela dei minori. Secondo il tribunale, le piattaforme del gruppo Meta avrebbero contribuito a creare un contesto considerato dannoso per la salute e il benessere psicologico degli adolescenti, non adottando misure adeguate per prevenire i rischi connessi all’utilizzo dei propri servizi. I 567 milioni di dollari disposti dal giudice non saranno destinati direttamente ai singoli ricorrenti, ma confluiranno in un fondo pubblico che finanzierà, nell’arco dei prossimi cinque anni, programmi di salute mentale, assistenza psicologica, prevenzione e sostegno rivolti ai giovani. L’obiettivo è rafforzare i servizi dedicati agli adolescenti, promuovere campagne educative sull’uso consapevole dei social media e sostenere interventi nelle scuole e nelle comunità locali per contrastare gli effetti negativi derivanti dall’esposizione prolungata alle piattaforme digitali. La nuova condanna si aggiunge a un’altra pesante sanzione già inflitta a Meta pochi mesi fa. A marzo, infatti, una giuria di Santa Fe aveva riconosciuto l’azienda responsabile di non aver garantito un’adeguata protezione agli utenti minorenni, imponendo il pagamento di 375 milioni di dollari di sanzioni civili. Secondo il verdetto, il gruppo avrebbe omesso di adottare strumenti sufficientemente efficaci per limitare i contenuti potenzialmente nocivi e per ridurre i rischi legati all’utilizzo delle piattaforme da parte dei più giovani. Con il nuovo provvedimento, l’esposizione economica di Meta nello Stato supera quindi i 940 milioni di dollari, una cifra che riflette la crescente pressione esercitata dalle autorità statunitensi nei confronti delle grandi aziende tecnologiche sul tema della sicurezza online dei minori. Negli ultimi anni numerosi Stati americani hanno promosso azioni legali contro le principali società del settore, accusandole di aver privilegiato la crescita degli utenti e del tempo trascorso sulle piattaforme rispetto alla protezione della salute mentale degli adolescenti. Meta ha già annunciato di aver presentato ricorso contro la sentenza, contestando sia le conclusioni del tribunale sia l’entità del risarcimento disposto. L’azienda continua a sostenere di aver investito ingenti risorse nello sviluppo di strumenti dedicati alla sicurezza dei più giovani, introducendo controlli parentali, limitazioni per gli account degli adolescenti, sistemi di verifica dell’età e nuove funzionalità progettate per ridurre l’esposizione a contenuti sensibili. La vicenda è destinata ad avere un impatto che va ben oltre i confini del New Mexico e potrebbe costituire un precedente di enorme rilevanza per le numerose cause ancora pendenti negli Stati Uniti contro le principali piattaforme digitali, aprendo la strada a ulteriori richieste di risarcimento e a un possibile irrigidimento delle responsabilità legali delle aziende tecnologiche nella tutela dei minori.

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