Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato il Paese a superare la fase di “né guerra ne’ pace”. “Nel Paese c’è coesione, forza e unità e, per quanto ne so, l’Iran è considerato vittorioso e potente in questa guerra”, ha dichiarato ai media iraniani, aggiungendo di ritenere che ora sia il momento migliore per un accordo per porre fine al conflitto che va avanti dal 28 febbraio. Pezeshkian ha anche affermato che l’Iran e Washington avrebbero dovuto istituire un canale per affrontare le violazioni del cessate il fuoco. “In ogni caso, le violazioni si verificano in ogni memorandum d’intesa. In linea di principio, si sarebbe dovuto formare un gruppo di lavoro per affrontare le violazioni già allora, piuttosto che per combattere”, ha affermato. “Dobbiamo valutare ora come risolverle, se una soluzione è possibile, e su questo si sta lavorando nei negoziati con l’Oman. Con l’aiuto di Dio, raggiungeremo un punto in cui potremo uscire da questa fase di ‘né guerra né pace'”. Il generale di brigata Hassan Hassanzadeh, del Corpo di Teheran delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Irgc), ha dichiarato che Stati Uniti e Israele hanno “fallito completamente nel raggiungere i loro obiettivi contro” l’Iran. “La forza del popolo e la totale prontezza dei Basij hanno trasformato l’Iran in una delle principali potenze della regione e del mondo”, ha affermato, citato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim.”Oggi, i leader degli Stati Uniti e del regime sionista non hanno risposte da dare all’opinione pubblica, agli intellettuali e al popolo riguardo ai loro ripetuti fallimenti”. L’esercito israeliano è avanzato stamane sulla città di Zawtar al-Gharbiya, nel sud del Libano, una delle “zone pilota” da cui le truppe israeliane si erano ritirate alla fine di luglio in base a un accordo che prevedeva il dispiegamento in tali aree delle forze armate libanesi. Lo riporta l’Agenzia Nazionale di Stampa Libanese (Nna). Secondo il dispaccio, il movimento è avvenuto “poco dopo la mezzanotte tra venerdì e sabato” e le forze israeliane hanno eretto una barriera di terra intorno alla piazza principale della città. I residenti hanno riferito a Nna che l’esercito israeliano è avanzato verso il centro abitato “con la fanteria, sostenuto da diversi veicoli blindati e un grande bulldozer”, utilizzato per erigere “una barriera di terra a circa 100 metri dalla piazza”. Nel frattempo, si registrano “intensi sorvoli a bassa quota di elicotteri e droni israeliani” sulla citta’, aggiunge l’agenzia, che ha descritto quanto accaduto come “un’ulteriore violazione dell’accordo sulle zone pilota”. La guerra contro l’Iran sta consumando rapidamente alcune delle munizioni più avanzate degli Stati uniti, riducendo le scorte disponibili in Europa e Asia e alimentando preoccupazioni nel Pentagono sulla capacità di affrontare contemporaneamente altre crisi, in particolare con Russia e Cina. Lo riferisce il New York Times, citando alti funzionari statunitensi e occidentali.Il problema riguarda soprattutto i missili per la difesa aerea e le armi a lungo raggio. Secondo due fonti informate sulle scorte, dall’inizio della guerra contro l’Iran gli Stati uniti avrebbero utilizzato oltre 1.500 intercettori Patriot, mentre l’inventario attuale sarebbe inferiore a 1.700 unità. Anche accelerando la produzione, potrebbero essere necessari più di due anni per ricostituire le quantità impiegate.Il conflitto ha inoltre costretto il Pentagono a trasferire verso il Medio Oriente navi, aerei, sistemi di difesa e munizioni provenienti da Europa e Asia. Dall’Indo-Pacifico sarebbero stati spostati numerosi missili Tomahawk e altri sistemi a lungo raggio, mentre centinaia di intercettori avanzati sarebbero stati trasferiti dalla Corea del sud e da altre basi asiatiche.
Pezeshkian: “È il momento migliore per raggiungere l’accordo”. Il Nyt: “La guerra prosciuga le scorte di missili statunitensi”
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