Nuova richiesta di Acea Ato 2 alla Regione Lazio per aumentare il prelievo di acqua dalle sorgenti del Pertuso. L’istanza è stata presentata il 7 luglio e prevede l’aggiunta di 150 litri al secondo rispetto ai 360 già concessi, portando così il prelievo massimo potenziale a 510 litri al secondo, 24 ore su 24. Una richiesta che torna a porre sotto i riflettori la situazione delle risorse idriche nel territorio a sud della provincia di Roma, con ripercussioni che interessano anche Ardea, inserita in un quadrante da tempo alle prese con una crescente pressione sul sistema di approvvigionamento. L’acqua proveniente dal Pertuso sarebbe destinata ad alimentare gli acquedotti Simbrivio e Doganella, infrastrutture fondamentali per garantire il servizio idrico a una vasta area della provincia romana meridionale. L’eventuale incremento del prelievo avrebbe quindi una funzione strategica per il sistema acquedottistico, soprattutto in una fase nella quale la disponibilità della risorsa idrica rappresenta una delle principali criticità per diversi territori. Al momento, però, è importante sottolineare che l’aumento richiesto da Acea non è stato ancora autorizzato. La Regione Lazio ha infatti avviato il procedimento amministrativo necessario a esaminare l’istanza, dando così avvio all’iter che dovrà portare alla valutazione della richiesta. Il passaggio regionale sarà dunque determinante per stabilire se e in quali condizioni sarà possibile incrementare la quantità di acqua prelevabile dalle sorgenti. La nuova istanza arriva in un contesto nel quale la questione della disponibilità idrica è diventata sempre più centrale per i Comuni del quadrante sud della provincia di Roma. Per Ardea, in particolare, il tema dell’approvvigionamento assume un peso rilevante in considerazione della crescita del territorio e delle esigenze di una popolazione che durante i periodi di maggiore affluenza può aumentare sensibilmente. La richiesta di Acea rappresenta quindi un ulteriore passaggio nella ricerca di risorse necessarie a sostenere il sistema, ma apre anche interrogativi sulla gestione complessiva delle sorgenti e sull’equilibrio tra fabbisogno idrico e tutela delle risorse disponibili. Il dato dei 510 litri al secondo costituisce infatti il limite massimo potenziale indicato nella nuova istanza e non un quantitativo che sia già stato autorizzato o effettivamente prelevato. Saranno ora gli uffici regionali, nell’ambito del procedimento appena avviato, a esaminare la documentazione e a valutare la richiesta di Acea Ato 2. Nel frattempo, il dossier Pertuso torna al centro dell’attenzione e con esso la necessità di individuare soluzioni capaci di garantire l’acqua necessaria ad Ardea e agli altri territori serviti dagli acquedotti Simbrivio e Doganella, senza perdere di vista la sostenibilità della risorsa nel medio e lungo periodo.








