martedì, Agosto 11, 2026

Cerveteri, Tari in aumento del 3%: “Differenziata oltre l’80%, contenuti gli effetti dei rincari”

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A Cerveteri la Tari aumenta, ma l’incremento viene contenuto rispetto agli aumenti registrati in altri comuni del comprensorio. Mentre a Ladispoli la tariffa sui rifiuti pesa quest’anno circa l’8% in più sulle famiglie, nella città etrusca l’aumento medio si attesta intorno al 3%, secondo quanto riferito dall’assessore all’Ambiente Alessandro Gnazi. Un dato che l’amministrazione comunale interpreta come il risultato di una combinazione tra l’elevata percentuale di raccolta differenziata raggiunta sul territorio e il lavoro portato avanti negli ultimi mesi per individuare le posizioni irregolari e recuperare le somme non versate. «I dati principali e confortanti sono due», ha spiegato Gnazi, sottolineando innanzitutto come il livello dei rifiuti correttamente differenziati continui a mantenersi su percentuali superiori all’80%, una quota che, secondo l’amministrazione, colloca Cerveteri tra i comuni più virtuosi del comprensorio. Un risultato che assume particolare rilievo considerando la complessità di un sistema di raccolta che deve confrontarsi quotidianamente con le esigenze di una città estesa, con numerose frazioni e con una popolazione che nel periodo estivo cresce sensibilmente per l’arrivo di turisti e proprietari di seconde case. Il secondo elemento evidenziato dall’assessore riguarda invece direttamente le bollette: nonostante l’aumento generalizzato dei costi legati al servizio di gestione dei rifiuti registrato a livello nazionale, il Comune sostiene di essere riuscito a limitare l’incremento medio della Tari al 3%. Un risultato che, nelle intenzioni dell’amministrazione, consente di attenuare l’impatto sui bilanci delle famiglie e delle attività economiche, in una fase nella quale i costi dei servizi pubblici continuano a rappresentare una delle principali voci di spesa per gli enti locali. Dietro il contenimento dell’aumento, però, c’è anche un’attività meno visibile ma considerata strategica dal Comune: gli accertamenti sulle utenze e il recupero delle somme dovute da contribuenti che negli anni non avevano provveduto al pagamento oppure non risultavano correttamente censiti. L’ampliamento della platea dei contribuenti effettivamente registrati e il recupero dell’evasione consentono infatti di distribuire in maniera più equilibrata il costo complessivo del servizio, evitando che il peso ricada esclusivamente su chi ha sempre pagato regolarmente. È questo uno degli aspetti sui quali l’amministrazione punta maggiormente per spiegare il differenziale rispetto agli aumenti più consistenti applicati altrove. La Tari, infatti, non rappresenta semplicemente una tassa legata alla produzione dei rifiuti, ma finanzia l’intero sistema di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento, con costi che possono variare in funzione dei prezzi praticati dagli impianti, delle modalità di gestione e delle quantità conferite. In questo scenario, l’elevata percentuale di differenziata può contribuire a rendere più efficiente il sistema, mentre il contrasto alle utenze irregolari permette di ampliare la base contributiva. Cerveteri si trova quindi davanti alla necessità di mantenere alto il livello raggiunto nella raccolta differenziata e, contemporaneamente, proseguire nell’attività di controllo delle posizioni Tari. Il superamento dell’80% rappresenta un traguardo importante, ma richiede continuità per evitare arretramenti nella qualità della separazione dei rifiuti e per garantire che i materiali vengano conferiti correttamente. Sullo sfondo resta il confronto con gli altri comuni del territorio, dove il costo del servizio e le conseguenti variazioni tariffarie stanno assumendo un peso sempre maggiore nel dibattito politico e amministrativo. A Cerveteri, dunque, l’amministrazione rivendica di aver limitato l’impatto dei rincari, puntando su una gestione più attenta delle entrate e sulla lotta alle irregolarità. La sfida per i prossimi mesi sarà mantenere quella percentuale di differenziata superiore all’80% e continuare a recuperare le risorse necessarie a finanziare il servizio, cercando al tempo stesso di evitare che ulteriori aumenti dei costi possano tradursi in nuove stangate per cittadini e imprese.

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