Alla fine la natura ha fatto il suo corso e la storia ha regalato il miglior finale possibile. Le uova di Caretta caretta deposte nei mesi scorsi sulla spiaggia di Palo Laziale, a Ladispoli, si sono schiuse e le tartarughine hanno raggiunto il mare, questa volta nella cornice protetta della Tenuta Presidenziale di Castelporziano. Le circa 100 uova erano state trasferite d’urgenza a oltre 50 chilometri dal luogo del ritrovamento, dopo che gli esperti di TartaLazio avevano valutato la spiaggia di Ladispoli non idonea a garantire il corretto sviluppo embrionale. Una decisione che aveva suscitato perplessità e alimentato un acceso dibattito sul territorio, riaccendendo anche vecchie rivalità territoriali e riportando alla memoria quanto accaduto sei anni fa. A far discutere erano stati anche i tempi della comunicazione alle autorità marittime locali, informate soltanto il giorno successivo al trasferimento delle uova. Nonostante le polemiche e le diverse posizioni emerse sulla scelta, l’esito finale ha però dato ragione alla speranza di vedere le piccole tartarughe prendere il largo. Dopo la schiusa, le neonate Caretta caretta sono emerse dalla sabbia e hanno seguito il loro istinto dirigendosi verso il mare, in un ambiente ritenuto più sicuro per la loro fase iniziale di vita. Un epilogo positivo che chiude almeno sul piano naturalistico una vicenda che aveva diviso opinioni e territori, riportando al centro l’obiettivo principale: garantire la sopravvivenza delle tartarughe marine e favorire la conservazione di una specie protetta che continua a scegliere le coste del Lazio per deporre le proprie uova.
Ladispoli, si schiudono le uova di Caretta caretta: le tartarughine raggiungono il mare a Castelporziano
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