mercoledì, Agosto 19, 2026

Omicidio di Tor Sapienza, indagini e 360 gradi

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Quella del regolamento di conti nell’ambiente dello spaccio è una delle ipotesi – ma non l’unica – su cui si soffermano le indagini sull’assassinio di Raymond Asosa Agheisi, 24 anni compiuti da poco, italiano di seconda generazione, ucciso a colpi di pistola nel cortile interno di un palazzo nelle case popolari di via Giorgio Morandi, nel quartiere romano di Tor Sapienza. Il killer avrebbe chiamato la vittima per nome, forse per accertarsi di individuare il bersaglio giusto. Poi sarebbe seguita una breve discussione, gli spari, la fuga dell’assassino, forse aiutata da un complice in auto. Gli inquirenti hanno ascoltato il giovane che ha chiamato i soccorsi e sentiranno anche altri testimoni anche se non ci sarebbe nessuno che ha assistito al fatto. Chi abita qui lo considera un quartiere normale. In zona ci sono telecamere di sorveglianza anche private ma nessuna nel punto in cui Raymond sarebbe stato colpito. Il giovane viveva nella zona, qualche abitante del quartiere lo ricorda perché – scrive – è cresciuto con i suoi figli. “Non era un cattivo ragazzo”. Qualche piccolo precedente, non legato al narcotraffico. Ma nel quartiere non è il primo episodio di violenza. Anche a Tor Sapienza, come in altre zone della città, oltre allo spaccio, non manca il fenomeno delle case occupate e del mercato nero per entrarci.

 

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