Processo Consip, lo sfogo di Alfredo Romeno: “Sono finito nel tritacarne perchè si voleva colpire Matteo Renzi”

“Sono finito nel tritacarne perché ero strumentale per portare un attacco politico alla leadership di Matteo Renzi da una parte, mentre dall’altra mettermi alla gogna serviva a tenere lontani i riflettori dal vero marcio di Consip”. A dirlo, in un’intervista all’Adnkronos, è l’imprenditore Alfredo Romeo. Il “vero marcio di Consip”, spiega Romeo, “era stato da me denunciato negli esposti, e cioè il cartello di aziende che era contro di me, e non mosso da me, come risulterebbe evidente se le carte fossero lette con attenzione”. Nelle maglie del cosiddetto caso Consip, aggiunge l’imprenditore, “c’è un risvolto politico che mi coinvolge, o meglio mi travolge strumentalmente. Sarebbe interessante, infatti, capire che cosa si intenda per caso Consip. Tutte le cose di cui sono accusato sul fronte delle gare, infatti, sono state denunciate da me con esposti che hanno avuto seguito solo quando il sottoscritto era finito nel tritacarne”.