Coronavirus, parla il ministro Speranza: “Non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia”

Il ministro della Salute Roberto Speranza
“I ritardi di alcune forniture dei vaccini, che pure ci sono, non cambieranno l’esito della partita: il Covid è destinato a essere arginato. Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel. Ma bisogna essere chiari: in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia: non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza,durante la comunicazione al Senato sulle nuove misure per il contrasto della pandemia da coronavirus. “Non sottovalutare le difficoltà e i rischi – ha spiegato – è indispensabile per tentare di evitare una nuova diffusione incontrollata del contagio, che metterebbe nuovamente in crisi i nostri ospedali e renderebbe più difficile la nostra campagna di vaccinazione. Non e’ un problema italiano: è il mondo nel quale viviamo che non è in una condizione di sicurezza, perché ancora forte è la circolazione del virus e perché si fanno strada varianti con un tasso di contagiosità elevato. E resta, purtroppo, molto alto il numero delle vittime”. Il ministro si è soffermato sulle misure drastiche, compresi i lockdown, adottate dagli altri Paesi europei, sottolineando che è “evidente che le principali nazioni europee, governate da maggioranze politiche e forze di diverso orientamento, hanno scelto dopo la prima ondata una linea comune di massimo rigore per arginare la diffusione della pandemia. L’Italia si muove nel solco di questa linea europea di prudenza, di cautela e di primato della difesa del diritto alla salute”.  “L’evoluzione del quadro epidemiologico merita di essere seguita con la massima attenzione. Dovremo verificare, passo dopo passo, se le misure siano adeguate a fronteggiare la situazione che va delineandosi. La bussola, per me, nella scrittura del prossimo DPCM, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, deve essere sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute, come sancito dalla nostra Costituzione, all’articolo 32”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, durante le sue comunicazioni in aula al Senato. “Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere la sfida che abbiamo davanti” ha ribadito il ministro che ha sempre auspicato “una vera coesione nazionale nella gestione dell’emergenza”. “La pandemia non si batte solo con il buon governo centrale o territoriale – ha aggiunto – l’arma in più è la collaborazione attiva di ogni persona. Quanto più siamo in grado insieme di trasmettere un messaggio di coesione rispetto alle decisioni assunte. Le polemiche disorientano i cittadini sempre più stanchi dalla lunga crisi. E’ indispensabile – ha sottolineato Speranza – dire sempre al verità al Paese sull’andamento della pandemia”. Le varianti continuano a farsi strada con un tasso di contagiosità elevato e per Speranza rimarca quanto sia importante “dire la verità al Paese, è un obbligo che dobbiamo avvertire forte, anche quando queste verità sono scomode. I dati, come sempre, sono più chiari delle parole: siamo a un contagiato su 10 abitanti in Europa. Nel mondo 112 milioni di casi confermati e 2,5 milioni di morti”. E la maggiore velocità della diffusione della variante inglese “rende indispensabile alzare il livello di guardia”. E’ ancora possibile contenerne la diffusione “purché vengano applicate misure molto rigorose, che chirurgicamente possono ridurre i focolai”. L’attenzione dunque deve rimanere alta. “L’indice Rt – ha spiegato il ministro della Salute – si avvia con le misure attualmente in vigore a superare la soglia di 1, e i tecnici ci spiegano che con Rt sopra 1 il numero di casi aumenta costantemente in modo significativo, il che potrebbe portare al sovraccarico dei servizi sanitari”. “L’incidenza è ancora lontana dal consentire identificazione e tracciamento dei contatti. Abbiamo le terapie intensive in 5 Regioni sopra la soglia critica. E negli ultimi giorni – ha avvertito – si consolida un aumento complessivo dei ricoverati” Domani alle 9 si riunirà la cabina di regia Covid 19: all’ordine del giorno il Dpcm che il governo si appresta a varare. Al vertice, si apprende, parteciperanno il ministro della Salute, Roerto Speranza, il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, e i rappresentanti delle Regioni, delle province e dei comuni.