Ladispoli celebra il Primo Maggio

L’Amministrazione comunale rende noto che sabato primo maggio nel giorno della Festa dei lavoratori il sindaco Alessandro Grando, alle ore 9:30, deporrà una corona sulla lapide dedicata ai Caduti sul lavoro nel piazzale del cimitero comunale
AGGIORNAMENTO del 30.04.2021 ore 17.56

I comunisti e la sinistra di Ladispoli commemorano i caduti sul lavoro

Casa del Popolo di Ladispoli, Uniti Possiamo-Ladispoli e Partito della Rifondazione Comunista circolo di Ladispoli firmano la seguente nota: “Anche quest’anno i comunisti e la sinistra di Ladispoli, si recheranno, la mattina di sabato 1 maggio, alle ore 9,30, in delegazione ristretta a causa delle disposizioni in materia di contenimento della pandemia da Covid 19, presso il cimitero cittadino per deporre dei fiori presso la targa commemorativa dei caduti sul lavoro. Nell’anno passato, a causa del lockdown iniziale e dei periodi di chiusura forzata di molte attività lavorative si è registrato un notevole calo delle denunce di infortuni sul lavoro. Circa 100.00 in termini assoluti, 16,7 in meno rispetto all’anno precedente, ma nello stesso tempo è aumentato il numero dei decessi del 15,4% soprattutto a causa delle infezioni da Covid protratte sul posto di lavoro (circa un terzo dei decessi totali) in particolare nelle categorie lavorative “a rischio”, prime fra tutte le professioni legati all’assistenza sanitaria e sociale: medici, infermieri, lavoratori degli ospedali, delle cliniche, delle RSA, del primo soccorso. Ma anche parecchi decessi si sono riscontrati tra i lavoratori delle grandi fabbriche o aziende, tra le forze dell’ordine, gli insegnanti. La questione della sicurezza sui luoghi di lavoro rimane quindi assolutamente centrale, seppur troppo spesso, tra le forze politiche, il dibattito sulle “riaperture” e la ripartenza dell’economia, che pure è decisivo per le sorti del paese, mette in secondo piano le problematiche relative al diritto alla salute dei lavoratori. E certo non favorirà la sicurezza sul lavoro la mannaia dello sblocco dei licenziamenti, previsto a partire dal 30 giugno prossimo. Così come ancora non pare essere tenuto nel giusto conto l’aumento esponenziale di lavori precari (su tutti quello dei rider, per i quali le prime sudatissime conquiste di diritti, riconosciute dai tribunali, sono ancora oggettivamente insufficienti). La precarietà è elemento OGGETTIVO di insicurezza e causa diretta di infortuni e decessi. Le forze di sinistra cittadine continueranno quindi la loro battaglia affinché l’articolo 4 della Costituzione della nostra Repubblica “fondata sul lavoro”, che “riconosce il Diritto al lavoro e favorisce le condizioni che rendano effettivo questo diritto”, non sia solo una semplice enunciazione per far star buone le coscienze. La nostra presenza in Piazza dei Caduti sul Lavoro non è, né vuole essere mera e vuota celebrazione, ma testimonianza di denuncia di una situazione da troppo tempo non più sopportabile”.