L’intenzione è quella di normalizzare i tassi e di abbattere l’inflazione. Il Consiglio direttivo Bce ha deciso oggi di ridurre di 25 punti base, come da attese, il costo del credito a brevissimo termine. La discussione era ruotata attorno a un taglio di 50 punti, ma alla fine l’accordo è stato trovato sui 25. I tassi sui depositi presso la banca centrale sono quindi calati al 3%, quelli di riferimento al 3,15% e quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 3,40%. Le proiezioni macroeconomiche indicano un’inflazione al 2,4% medio nel 2024, al 2,1% nel 2025 e all’1,9% nel 2026, e al 2,1% nel 2027. Il dato del 2026 – nel pieno dell’orizzonte di politica monetaria – lascia pensare che al livello attuale i tassi siano persino leggermente restrittivi. “Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi durevolmente sul suo obiettivo del 2% a medio termine. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa a Francoforte. “In particolare – ha aggiunto – le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”. “E’ fondamentale dare prontamente seguito, con politiche strutturali concrete e ambiziose, alle proposte di Mario Draghi per una maggiore competitività europea e a quelle di Enrico Letta per il rafforzamento del mercato unico”. Ha detto Lagarde aggiungendo che l’attuazione piena, trasparente e immediata del nuovo quadro di governance economica dell’Ue aiuterà i governi a ridurre stabilmente il disavanzo di bilancio e il rapporto debito/Pil. “L’inflazione è cresciuta del 2,3% a novembre, rispetto al 2% di ottobre, secondo le stime Eurostat. E’ un aumento che ci attendevamo”, ha detto Lagarde. “Il rischio di un aumento delle frizioni nel commercio mondiale potrebbe pesare sulla crescita dell’eurozona, frenando le esportazioni e indebolendo l’economia globale”, ha precisato la presidente.
La Bce taglia il costo del denaro, Lagarde: “Crescita perde slancio. Disinflazione ben avviata”







