In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, al Laghetto dell’Eur si svolge il talk “Tra Plastica e Natura: un patto da riscrivere?”, organizzato da Earth Day Italia: un momento di riflessione sul tema che la Nazioni Unite hanno scelto per le celebrazioni 2025, l’inquinamento da plastica. All’evento, moderato da Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, hanno partecipato l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale Sabrina Alfonsi, la Presidente del IX Municipio Titti Di Salvo e diversi testimonial ed esperti, come Cristina Finucci, artista e attivista ambientale che da anni si batte per la lotta alla plastica; Moby Dick uno degli street artist della Capitale più impegnati sui temi ambientali; Martina Radicioli, di ISPRA; Andrea Nesi – presidente di AICS Ambiente; Massimiliano Pasqualini, presidente Virtus Roma; Sapienza Università di Roma per la premiazione di giovani che hanno contribuito con la loro attività di reportage al Festival sull’Innovability. “Istituzioni, decisori politici, associazioni e terzo settore si confrontano ogni giorno sulle sfide più urgenti del nostro tempo: la transizione energetica, il contrasto alle disuguaglianze ambientali, l’adattamento delle città al cambiamento climatico. Quest’anno il 5 giugno è dedicato al contrasto all’inquinamento da plastica, una contaminazione molto spesso visibile, con bottiglie o gli imballaggi che troppo spesso troviamo dispersi nell’ambiente urbano ed extra urbano, ma anche molto spesso invisibile, come l’inquinamento da microplastiche, che possono ormai essere rilevate nei pesci, nelle persone, nelle piante”, ha affermato l’Assessora Alfonsi. “La Nature Restoration Law indica la necessità di ripristinare gli ecosistemi degradati nella misura del 20% entro il 2030: – ha aggiunto Alfonsi – una sfida imponente, che abbiamo colto lavorando su più piani. Da un lato, dunque, la riforestazione urbana, la riforestazione stradale, i nuovi parchi; dall’altro, la cura e la tutela del verde urbano, intesa anche come contrasto alla dispersione di rifiuti, perché non può esserci rinaturalizzazione senza salubrità e cura del suolo. Un esempio concreto è il Parco d’Affaccio sul Tevere di Prati dell’Acqua Acetosa, una sponda prima invasa da rifiuti, ora bonificata, rigenerata e restituita alla fruizione della città”. Alfonsi ha poi ricordato l’investimento che Roma Capitale sta facendo tanto sulla cura dell’ambiente quanto sulla transizione ecologica, passando da un’economia lineare ad un’economia circolare, puntando sulla raccolta differenziata e sugli impianti di trattamento. “La prima azione da compiere per contrastare l’inquinamento e la contaminazione da plastica e microplastica è quella di prevenire l’inquinamento alla fonte – ha concluso l’Assessora – sensibilizzando i cittadini con un cambiamento radicale nei nostri comportamenti quotidiani. La protezione della nostra salute, del nostro ambiente e delle future generazioni dipende anche da come decideremo di rispondere a questa problematica”.







