Torna al centro del dibattito lo sport ad Anzio, ma questa volta non per i risultati sul campo. A far discutere è il nuovo regolamento comunale per la gestione e la concessione degli impianti sportivi, un provvedimento che punta a razionalizzare l’utilizzo delle strutture pubbliche ma che, secondo molte realtà locali, rischia di aggravare criticità già esistenti. A intervenire è Pietro Tontini, rappresentante della Dolphins Anzio Baseball, che mette in luce le difficoltà quotidiane vissute dalle associazioni sportive del territorio. «Ad Anzio si torna a parlare di sport, ma non per ciò che accade in campo», sottolinea, evidenziando come il tema sia ormai diventato strutturale e non più episodico. Da anni, infatti, le società sportive locali svolgono un ruolo che va ben oltre l’attività agonistica. In molti quartieri, spesso privi di alternative, rappresentano veri e propri presìdi sociali: offrono opportunità ai più giovani, favoriscono l’inclusione e costituiscono un punto di riferimento educativo e aggregativo. Tra queste, l’esperienza dei Dolphins Anzio Baseball è considerata emblematica. Nel tempo la società ha costruito un progetto solido, basato sulla crescita dei giovani e sulla valorizzazione del territorio. Tuttavia, come molte altre associazioni, si è trovata a operare in un contesto sempre più complesso, tra impianti da mantenere con risorse limitate, costi in aumento e un carico burocratico difficile da sostenere. Il nuovo regolamento si inserisce proprio in questo scenario fragile. Se da un lato introduce criteri più stringenti per l’assegnazione e la gestione degli impianti, dall’altro apre interrogativi cruciali: le associazioni avranno gli strumenti per rispettare questi requisiti? E soprattutto, sarà previsto un adeguato supporto da parte dell’amministrazione? Il timore, condiviso da molte realtà sportive, è quello di una gestione sempre più onerosa senza un reale accompagnamento istituzionale. Una prospettiva che rischia di penalizzare proprio chi, negli anni, ha garantito la funzionalità e la sopravvivenza degli impianti comunali. Al centro resta il rapporto tra istituzioni e associazionismo sportivo. Le società denunciano da tempo una carenza di dialogo e una scarsa attenzione alle problematiche quotidiane: manutenzioni straordinarie spesso a carico dei gestori, contributi ritenuti insufficienti e tempi amministrativi lunghi e incerti. In questo contesto, il nuovo regolamento può rappresentare un’opportunità di rilancio oppure trasformarsi nell’ennesima occasione mancata. Molto dipenderà dalla sua applicazione concreta e dalla volontà politica di sostenere realmente le associazioni. Perché la questione non è soltanto normativa, ma profondamente sociale. Senza il lavoro quotidiano di realtà come i Dolphins Anzio, molti impianti resterebbero inutilizzati e intere fasce della popolazione perderebbero un punto di riferimento essenziale. Lo sport di base, infatti, non è solo attività fisica: è educazione, inclusione e prevenzione del disagio. È un investimento sul futuro della comunità. E proprio per questo, oggi più che mai, servirebbe un cambio di passo: meno distanza istituzionale e più collaborazione. Perché regolamentare senza sostenere rischia di trasformare una risorsa in un problema, e Anzio non può permetterselo.







