mercoledì, Aprile 22, 2026

Nuovo processo d’appello per il femminicidio di Martina Scialdone

Nuovo processo d’appello sul femminicidio di Martina Scialdone, la 34enne uccisa uccisa a colpi di pistola dal suo ex, il 63enne Costantino Bonaiuti, davanti a un ristorante di via Amelia, nel quartiere Tuscolano di Roma. I giudici della prima sezione penale della Cassazione hanno infatti accolto il ricorso della Procura generale della Corte di Appello sul punto della premeditazione, aggravante caduta nel processo di secondo grado dove erano state concesse le attenuanti generiche all’imputato. Proprio per questo, dopo l’ergastolo in primo grado, Bonaiuti era stato condannato in appello a 24 anni e otto mesi.L’uccisione della giovane avvocata portò all’accusa di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e  abietti, rappresentati dalla gelosia, dall’aver agito contro una persona a lui legata da relazione affettiva, e dalla premeditazione. Nei confronti dell’ingegnere, che aveva portato con sé l’arma del delitto, dopo aver controllato la posizione della donna con un dispositivo Gps installato di nascosto sul suo cellulare. All’uomo era contestato anche il porto illegale, in luogo pubblico, della pistola semiautomatica Glock che deteneva per uso sportivo. La sentenza accoglie dunque la richiesta della procura generale della Cassazione, a cui si sono associate le parti civili, che aveva chiesto di rigettare il ricorso dell’imputato e di accogliere quello della procura generale di Roma. Ora ci sarà un nuovo processo d’Appello davanti a una diversa sezione della Corte di Assise della capitale.

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