Si accende la mobilitazione sul tema della sanità territoriale: il prossimo 6 maggio istituzioni, forze politiche e movimenti locali scenderanno in piazza sotto la sede della Regione Lazio per rivendicare un sistema sanitario più equo per le città di Anzio e Nettuno. Una protesta che nasce dal crescente malcontento legato al progressivo depotenziamento dell’ospedale di riferimento e a una distribuzione delle risorse ritenuta non adeguata alle esigenze del territorio. A sostenere l’iniziativa è anche il Comitato per la riattivazione del Punto Nascita, che, pur condividendo la forma di protesta, rilancia con forza le proposte già illustrate nel corso dell’incontro pubblico dello scorso 12 aprile in Piazza Pia, evento che ha visto una significativa partecipazione cittadina e ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sul tema. Tra le richieste avanzate, figura innanzitutto la convocazione urgente di un incontro con il Direttore Generale della Asl Roma 6, ritenuto passaggio fondamentale per avviare un confronto diretto sulle criticità esistenti. Il Comitato chiede inoltre la riunione straordinaria del Comitato dei Sindaci della stessa Asl, con l’obiettivo di affrontare in maniera condivisa la questione dell’equità nella ripartizione delle risorse sanitarie, sempre più limitate e oggetto di tensione tra i diversi territori. Al centro delle rivendicazioni anche l’apertura di un tavolo di trattativa con la Regione Lazio, finalizzato a un riequilibrio complessivo della rete ospedaliera e dei servizi sanitari nell’area, in modo da garantire risposte adeguate ai bisogni della popolazione. Il sit-in del 6 maggio si preannuncia dunque come un momento cruciale di confronto e pressione istituzionale, con la comunità locale determinata a far sentire la propria voce per ottenere interventi concreti e invertire una tendenza che, secondo molti cittadini, rischia di compromettere il diritto alla salute sul territorio.






