lunedì, Maggio 11, 2026

Santa Marinella e comprensorio uniti contro il biodigestore: voto unanime in Consiglio comunale

Un fronte politico compatto contro il biodigestore di Ambyenta Lazio previsto in località Monna Felicita. Da Santa Marinella arriva un nuovo segnale di opposizione al progetto: maggioranza e opposizione hanno infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno condiviso, presentato in aula dal capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra Ismaele De Crescenzo e sottoscritto da tutti i capigruppo consiliari.
Il documento ripercorre l’intera vicenda amministrativa e politica legata all’impianto di produzione di biometano, ribadendo la netta contrarietà del territorio alla sua realizzazione e chiedendo alla Regione Lazio di revocare – o comunque riesaminare attraverso i poteri di autotutela – l’autorizzazione rilasciata nel novembre 2022.
“Territorio già gravato da servitù ambientali”
Nel testo approvato dal Consiglio comunale viene ricordato il peso ambientale sostenuto per decenni dal comprensorio di Civitavecchia: dalle centrali termoelettriche, compresa quella a carbone, fino al porto crocieristico, ai depositi costieri di idrocarburi, alle discariche, passando per il cementificio e il centro per lo smaltimento di armi chimiche.
Secondo quanto evidenziato nell’ordine del giorno, queste servitù avrebbero avuto conseguenze rilevanti sulla salute pubblica e sull’ambiente, documentate negli anni anche da studi epidemiologici regionali e nazionali.
La ricostruzione della vicenda
Il documento ripercorre inoltre tutti i principali passaggi istituzionali che hanno accompagnato il progetto negli ultimi anni: dalla delibera del 2015 contro l’utilizzo di combustibili derivati dai rifiuti ai pareri contrari espressi successivamente da Comune, Asl Roma 4, Soprintendenza e da diversi Comuni del territorio, tra cui Allumiere, Tarquinia, Tolfa e Santa Marinella.
Richiamate anche le manifestazioni pubbliche, i flash mob e la raccolta firme consegnata in Regione nel 2022 da migliaia di cittadini contrari all’impianto.
“Impianto sovradimensionato”
Nel testo viene sottolineata la volontà dell’attuale amministrazione di proseguire la battaglia legale contro il progetto, anche attraverso il ricorso al Consiglio di Stato dopo la sentenza del Tar.
Parallelamente, il Consiglio comunale rilancia la proposta di un impianto pubblico di compostaggio aerobico, dimensionato sulle esigenze reali del territorio. Secondo i dati riportati nell’ordine del giorno, infatti, Civitavecchia produrrebbe circa 6mila tonnellate annue di rifiuti organici, una quantità ritenuta incompatibile con le dimensioni del biodigestore proposto da Ambyenta Lazio, giudicato “ampiamente sovradimensionato”.
La richiesta alla Regione
Attraverso il documento approvato all’unanimità, il Consiglio comunale impegna sindaco e giunta a ribadire in ogni sede la priorità della tutela della salute e dell’ambiente, respingendo eventuali ipotesi compensative legate all’impianto.
Tra gli impegni richiesti figurano anche tutte le possibili iniziative amministrative e legali per fermare il progetto, oltre alla richiesta di riesame della posizione di Città Metropolitana sulla proroga dell’Autorizzazione unica. Prevista infine la possibilità di aprire un tavolo interistituzionale con Regione Lazio e Città Metropolitana per una revisione complessiva dell’intervento. Un atto politico che punta a ricompattare il territorio e che rilancia una posizione condivisa dell’intero comprensorio contro il biodigestore.

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