martedì, Maggio 19, 2026

Ladispoli, blitz nel centro estetico: scoperto beauty lab abusivo, diploma falso comprato per ottenere la licenza

A prima vista sembrava uno dei centri estetici più apprezzati del litorale romano: clienti affezionate, passaparola positivo e una reputazione costruita nel tempo. Ma dietro l’immagine curata e rassicurante di un’attività molto frequentata a Ladispoli si nascondeva, secondo gli investigatori, un vero e proprio laboratorio della bellezza completamente abusivo. A far emergere la vicenda è stato un blitz degli agenti del commissariato della Polizia di Stato di via Vilnius, impegnati in un’attività mirata al contrasto dell’esercizio illecito di professioni e attività commerciali. Al centro dell’indagine una donna di origini cinesi, titolare del centro estetico, che avrebbe operato senza possedere reali competenze professionali.Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel salone venivano proposti  trattamenti personalizzati e servizi estetici in assenza delle necessarie garanzie professionali e delle basilari condizioni igienico-sanitarie previste a tutela della salute dei clienti.Durante il controllo, la donna avrebbe tentato di giustificare la propria posizione mostrando agli agenti  un attestato abilitante alla professione. Un documento che, inizialmente, sembrava poter certificare la regolarità della sua attività. Gli approfondimenti investigativi hanno però fatto emergere una realtà completamente diversa. I poliziotti hanno infatti risalito all’origine del titolo, scoprendo che proveniva da una struttura priva di qualsiasi autorizzazione a svolgere corsi di formazione o rilasciare qualifiche professionali. A quel punto, messa di fronte alle evidenze raccolte dagli agenti, la donna avrebbe ammesso la falsità della certificazione. Secondo il suo racconto, la presunta specializzazione sarebbe stata acquistata nel 2024 grazie alla complicità di un connazionale, che le avrebbe venduto il falso diploma in cambio di una cifra considerevole. Quel documento, successivamente, sarebbe stato utilizzato per ingannare gli uffici comunali e ottenere la licenza necessaria all’apertura dell’attività. L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati all’esercizio abusivo di professioni che incidono direttamente sulla salute e sulla sicurezza delle persone, oltre a riportare al centro il tema dei controlli sulle certificazioni e sui requisiti necessari per operare nel settore estetico.

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