martedì, Maggio 19, 2026

Noccioleti in crisi nella Tuscia, agricoltori contro il Governo

Torna a salire la protesta degli agricoltori della Tuscia per la crisi del comparto della nocciola. L’Associazione spontanea per la tutela degli agricoltori (Asta) denuncia il silenzio delle istituzioni davanti a una situazione che coinvolge migliaia di aziende e lavoratori della provincia di Viterbo. Al centro delle contestazioni ci sono il crollo della produzione, il deprezzamento del prodotto e l’aumento dei costi di coltivazione, aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici e dalla diffusione della cimice asiatica. Secondo i dati diffusi dall’associazione, nella Tuscia il settore interessa oltre 6.300 aziende agricole e circa 22mila ettari coltivati, con migliaia di persone coinvolte tra imprenditori, operai e attività dell’indotto. Negli ultimi due anni, spiegano gli agricoltori, gli introiti si sarebbero quasi azzerati mentre le spese per fertilizzanti, energia e irrigazione sono aumentate in maniera significativa. A preoccupare è anche l’andamento della nuova stagione produttiva, con timori per un ulteriore calo del raccolto previsto tra agosto e settembre. Il presidente di Asta, Fernando Monfeli, parla di una crisi ignorata dalla politica nazionale e denuncia una disparità di trattamento rispetto alle vertenze industriali affrontate dal Governo negli ultimi anni. L’associazione sottolinea come gli agricoltori non chiedano privilegi ma interventi concreti per fronteggiare eventi ritenuti fuori dal controllo umano, come le gelate tardive, le difficoltà del mercato e l’invasione della cimice asiatica. Secondo Asta, il rischio è quello di compromettere una delle principali voci economiche della provincia di Viterbo. Gli agricoltori chiedono quindi maggiori tutele, sostegni economici e misure strutturali per salvaguardare il comparto. Nel documento diffuso dall’associazione viene inoltre criticata la distanza tra gli slogan sulla sovranità alimentare e la situazione concreta vissuta dalle aziende agricole del territorio, alle prese con una crisi definita ormai cronica.

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