Un viaggio tra archeologia, ricerca e arte contemporanea per riscoprire uno dei reperti più straordinari del patrimonio etrusco. Nel corso del mese di giugno il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia ospiterà un ciclo di tre conferenze dedicate alla mostra “Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee”, visitabile fino al 29 novembre 2026. L’iniziativa punta ad approfondire la storia delle collezioni museali e a raccontare il patrimonio archeologico del territorio attraverso nuove prospettive di studio e divulgazione. Al centro dell’esposizione si trova una rara urna in terracotta realizzata a Cerveteri alla fine del VI secolo avanti Cristo, considerata un unicum nel panorama archeologico italiano. Il manufatto richiama il rito greco-eroico della prothesis, ovvero l’esposizione del corpo del defunto dopo la morte, offrendo una preziosa testimonianza delle pratiche funerarie e delle influenze culturali che caratterizzavano il mondo etrusco. La mostra, curata da Lara Anniboletti e Alessandro Mandolesi con il contributo di Martina Corgnati, mette in dialogo il reperto antico con le opere contemporanee dell’artista Massimo Luccioli, creando un percorso che intreccia memoria, ritualità e riflessione sul rapporto tra passato e presente. Gli incontri in programma rappresenteranno un’occasione per approfondire il significato storico e simbolico dell’urna e per valorizzare il legame tra i territori di Cerveteri e Civitavecchia, custodi di un patrimonio culturale che continua a offrire nuovi spunti di ricerca e interpretazione.







