Cinquanta concessioni pluriennali da assegnare con gara il prossimo anno e 31 spiagge libere attrezzate: oggi l’Assemblea capitolina ha approvato il Piano di utilizzazione degli arenili, proposto dall’assessorato all’Urbanistica del Comune di Roma, con 34 voti favorevoli della maggioranza, più Azione e Movimento 5 Stelle, e 7 voti contrari del centrodestra. Il piano riordina le attuali 66 concessioni balneari, suddividendole in particelle e tenendo conto che il litorale capitolino, nei giorni di punta, arriva a oltre 22.800 presenze medie. Le spiagge libere abbracceranno 8,4 chilometri di costa, incluse le aree di Castel Porziano, per un totale del 64 per cento dell’arenile fruibile gratuitamente. “Una svolta storica per il mare di Roma, per i cittadini, per i turisti e per gli operatori – ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri -. Avremo più accesso libero e gratuito alle spiagge, più sostenibilità ambientale e attenzione al paesaggio, più trasparenza. Al tempo stesso offriamo agli operatori privati regole certe e condizioni favorevoli per programmare investimenti di lungo periodo, confermando la rivoluzione che abbiamo realizzato passando dal sistema delle proroghe a quello dei bandi pubblici”. Le concessioni da affidare a privati, con avviso pubblico, includeranno 35 stabilimenti balneari, 11 esercizi di ristorazione, 3 aree ricreativo-sportive e 1 attività di noleggio imbarcazioni. Le 31 spiagge di pubblica fruizione, invece, saranno affidate in convenzione: di queste, undici saranno destinate a chi è in grado di offrire anche la ristorazione, in modo da garantire il servizio in spiaggia. Le imprese che si aggiudicheranno una concessione potranno programmare il lavoro sull’arco di tutto l’anno, estendendo l’apertura delle strutture anche nei mesi tra ottobre e aprile: potranno offrire eventi culturali ed enogastronomici, attività sportive e ambientali, ma in cambio dovranno garantire alcuni servizi pubblici minimi anche fuori stagione, come l’accesso ai servizi igienici, la pulizia e la manutenzione. Ombrelloni, sdraio e altri arredi removibili andranno smontati alla fine della stagione estiva, la cui durata sarà disciplinata, come di consueto, da un’ordinanza sindacale. Dal punto di vista strutturale, la novità principale è l’abbattimento del lungomuro: il piano impone almeno un varco che conduce al mare ogni 300 metri, per un totale di oltre 38 varchi di accesso al mare lungo l’intero litorale che dovranno essere larghi almeno 3 metri e aperti 24 ore su 24. Per i gestori dei lidi viene posto l’obbligo di tenere sgombera da arredi e attrezzature la fascia di spiaggia fino a 5 metri dalla battigia. Una spiaggia sarà dedicata alle persone con gravi disabilità, attrezzata con passerelle in legno fino alla battigia, ombrelloni ad apertura automatica e carrozzine da mare. Il piano, inoltre, individua spiagge riservate agli animali da compagnia, al turismo naturista e un’area dedicata alla celebrazione dei matrimoni civili fronte mare. “Questo piano consente di superare il regime transitorio della gestione dell’arenile, che da troppo tempo caratterizza Ostia, e di riqualificare i nostri lidi portandoli al livello delle altre realtà europee”, ha osservato l’assessore all’Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia. Adesso il PUA passa al vaglio della Conferenza dei servizi decisoria, che coinvolgerà la Regione Lazio, l’Agenzia del Demanio, la Capitaneria di Porto, la Soprintendenza e gli altri enti competenti, e che durerà 45 giorni. Successivamente il documento tornerà in Consiglio comunale per la ratifica. L’obiettivo dell’amministrazione è arrivare all’indizione delle gare pubbliche per i primi mesi del 2027, in tempo utile all’avvio della prossima stagione balneare, normalmente fissata a maggio.







