mercoledì, Giugno 17, 2026

Iran, l’euforia di Trump: “Grande accordo, presto il testo. A Hormuz nessun pedaggio”

Quello firmato con l’Iran è un “accordo giusto”, “un buon accordo”, “un grande accordo”. Parola del presidente americano Donald Trump, a Evian per il G7, dove ha colto l’occasione per smentire le indiscrezioni secondo cui Washington investirà fino a 300 miliardi di dollari nella Repubblica Islamica, definendo le news “ridicole”. Intanto, “entro un paio di giorni” il tycoon promette che renderà pubblico il testo integrale del memorandum, lasciando intendere che potrebbe leggerlo integralmente davanti alle telecamere per evitare, a suo dire, interpretazioni distorte. Parlando durante un incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, a margine del vertice in Francia, Trump ha spiegato di volere “una cornice formale” per diffondere il documento. “Non ho alcun problema a pubblicarlo, è un grande accordo”, ha affermato, sintetizzando quello che considera il punto centrale dell’intesa, ossia che “l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”. Trump ha poi precisato che potrebbe convocare una conferenza stampa per illustrare il documento “parola per parola”. Il presidente americano ha quindi annunciato che invierà al Congresso il testo per una revisione. Poi la rassicurazione su Hormuz, che “sarà completamente riaperto a partire da venerdì”, giorno della firma dell’intesa a Ginevra. Per  le navi che attraverseranno lo Stretto, ha sottolineato il presidente, “non ci saranno pedaggi” mentre “l’Iran sta rimuovendo le mine proprio in questo momento”. In attesa della firma, il leader Usa è intanto tornato a lanciare il monito a Teheran: “Tutto l’inferno gli cadrà addosso se l’Iran provasse ad avere un’arma nucleare”. Trump ha spiegato inoltre che quella che spinge gli Stati Uniti a voler prendere possesso dell’uranio iraniano arricchito a livelli prossimi a quelli per uso militare è una questione “psicologica”. “Andremo a prenderlo, ma andarlo a prendere è una questione importante perché dicono che solo la Cina e noi abbiamo le attrezzature necessarie per estrarlo. L’intera montagna è crollata”, ha detto il tycoon. “Si potrebbe obiettare: perché ci stiamo dando pena? Perché non è poi così prezioso. Ma credo che, psicologicamente, lo desideriamo”, ha aggiunto. Gli Stati Uniti, ha spiegato intanto il vice ministro degli Esteri di Teheran Majid Takht-Ravanchi, avrebbero rimosso il blocco navale imposto per circa due mesi sui porti iraniani in vista della firma del memorandum d’intesa. “La revoca del blocco era qualcosa che avevamo sottolineato fin dall’inizio. Ora è iniziata e il blocco è stato revocato prima della firma formale” dell’intesa, ha dichiarato. Già lunedì sera i media della Repubblica islamica avevano dato notizia che “tre petroliere e due navi cariche di beni essenziali per l’Iran” avevano superato il blocco navale.

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