“Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore…” Così inizia “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij, ed è così che alle 20 e 47 del 17 giugno 2026 è scoppiata La Tempesta Silenziosa su tutta Roma: al crepuscolo, in oltre 300 luoghi, migliaia di persone, in silenzio, a leggere lo stesso libro. “La Tempesta Silenziosa – ha detto il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri – ha regalato a Roma qualcosa di raro e prezioso: migliaia di persone che si sono ritrovate insieme attorno a un gesto semplice, ma oggi quasi rivoluzionario, come quello della lettura. In un tempo segnato dalla velocità, dalla distrazione continua e dal consumo individuale dei contenuti, vedere alcuni dei luoghi più simbolici e rappresentativi della città trasformarsi in grandi spazi di lettura condivisa è stato un segnale straordinario. Ma ciò che colpisce maggiormente è la risposta che questa proposta ha saputo suscitare”. Attorno alla Tempesta Silenziosa si è sviluppata una partecipazione spontanea e diffusa che ha coinvolto cittadini, associazioni, biblioteche, realtà culturali e intere comunità, ben oltre i luoghi inizialmente previsti, estendendosi in tutta la città e trovando eco anche in altre città italiane che hanno aderito spontaneamente all’iniziativa. “I numeri – ha sottolineato il Sindaco – raccontano il successo di questa straordinaria mobilitazione culturale, ma raccontano soprattutto la forza di un progetto che ha riportato la lettura nello spazio pubblico, trasformandola in un’esperienza collettiva, accessibile e condivisa. La Tempesta Silenziosa ha dimostrato che esiste ancora un forte desiderio di incontro, di attenzione e di partecipazione attorno alla cultura”. “Voglio ringraziare Alessandro Baricco – ha concluso Gualtieri – per il contributo prezioso e la passione con cui ha accompagnato questo percorso, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, tutti gli uffici e le persone che hanno reso possibile questa iniziativa. Roma si conferma una città aperta, vivace e curiosa, capace di accogliere idee nuove e di trasformarle in occasioni concrete di partecipazione, incontro e crescita attraverso la forza della cultura”.







