Teheran accusa la Nato di “complicità” nella guerra israelo-americana contro l’Iran, dopo che il segretario generale del blocco ha sottolineato il sostegno dell’Alleanza agli Usa. E chiede all’Italia di spiegare la sua complicità. In risposta alle critiche del presidente statunitense Donald Trump nei confronti degli alleati per non aver sostenuto la guerra, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato a Fox News che centinaia di aerei americani sono decollati da basi in Italia. “Il governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento, come del resto lo stesso Mark Rutte ha confermato anche ieri dallo Studio Ovale. Il segretario generale, nella sua, diciamo così, entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati, e lui stesso poi ha corretto e puntualizzato”, dice la la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron ad Antibes, a proposito delle dichiarazioni del segretario generale della Nato. “Il ministro Tajani ha parlato oggi con il suo omologo iraniano e anche da parte iraniana mi pare che si sia compreso che c’è stata, da questo punto di vista, un’incomprensione. Dopodiché non so dirle come sia emersa questa semplicistica ricostruzione, probabilmente un tentativo di preparare al meglio il prossimo vertice della Nato, ma in ogni caso credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie”, aggiunge. “Le parole a ‘caso’ del Segretario Generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il Governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale. Lo ribadisco in modo chiaro, semplice e inequivocabile. Il personale della Difesa italiana che, quotidianamente, ha gestito i rapporti tecnici con gli Stati Uniti in relazione all’utilizzo delle basi ha sempre operato nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati vigenti e delle norme che regolano tali attività. Quando le richieste presentate uscivano dal perimetro consentito dai trattati, l’autorizzazione è stata negata. È già accaduto e tutti lo ricordano”, l’intervento in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Come ho detto ieri, lo Stato Maggiore non ha alcuna difficoltà a relazionare, volo per volo e giorno per giorno, nelle sedi istituzionali competenti, ogni singolo movimento autorizzato. In un Paese normale sarebbe sufficiente questo per chiudere la polemica e, semmai, interrogarsi sulla superficialità con cui sono state rilasciate alcune dichiarazioni. E invece, in Italia, non basta neppure la precisazione arrivata ieri dalla stessa Nato, che ha confermato quanto il Ministero della Difesa aveva sostenuto fin dall’inizio: l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche e non cinetiche, nel pieno rispetto di quanto comunicato al Parlamento. Eppure – sottolinea – anche dopo quella precisazione, due quotidiani, in particolare, hanno continuato a rilanciare una narrazione ormai priva di fondamento. Non si è messa in discussione soltanto la posizione del Governo: si è finito per insinuare dubbi sulla credibilità di un’intera Istituzione dello Stato e delle Forze Armate, come se le dichiarazioni ufficiali della Difesa non fossero affidabili. È un fatto grave, perché donne e uomini in uniforme prestano giuramento alla Costituzione e servono la Repubblica con disciplina, onore e senso dello Stato”. “Questa è una chiara e dannosa ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra d’aggressione illegale contro uno Stato sovrano membro delle Nazioni Unite”, scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, il quale accusa la Nato di “una palese violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite”. “L’Organizzazione e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze”, prosegue e sottolinea: “L’Italia e la Romania sono state esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato per aver partecipato all’aggressione contro l’Iran. Esse, insieme a ogni altro Paese europeo che ha assistito l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare al proprio popolo e al mondo intero perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, ecc.”. Da parte sua il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un colloquio con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, ha ribadito che “l’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti”.Il titolare della Farnesina ha poi detto di aver chiesto ad Araghchi che ”si torni ad una piena apertura dello Stretto di Hormuz, favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate”. “La riapertura dell’ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali”, ha sottolineato. “Paese dopo Paese, alleato dopo alleato, hanno messo a disposizione le proprie basi per Epic Fury”, ha dichiarato Rutte a Fox News, riferendosi all’operazione militare statunitense in Iran. “Cinquecento aerei statunitensi sono decollati da basi americane in Italia per supportare Epic Fury”. Rutte ha anche dichiarato a Fox News che la Romania “ha ridotto i voli aerei commerciali e il numero di aerei perché doveva utilizzare gli aeroporti per le infrastrutture di rifornimento in volo” durante la guerra con l’Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, condanna la presunta ammissione da parte del segretario generale della Nato di una “complicità attiva” nella “guerra illegale”. “Si tratta di un’ammissione chiara e inequivocabile della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite”, scrive Baghaei su X, accusando la Nato di “una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi cardine della Carta delle Nazioni Unite”. Israele ha smentito categoricamente che le Forze di sicurezza israeliane (Idf) si siano ritirate dalla zona cuscinetto di sicurezza nel Libano meridionale, e così hanno fatto alti funzionari libanesi. Lo riporta il sito di Haaretz, che in precedenza aveva rilanciato le parole di un funzionario statunitense alla Reuters, secondo il quale Israele aveva ritirato parte delle sue truppe in un gesto di “buona fede” nei confronti del governo libanese. Un alto funzionario israeliano ha respinto la notizia, mentre una fonte delle Forze di Difesa Israeliane ha affermato che l’esercito non era a conoscenza di alcun movimento di questo tipo. “Non so nulla di una cosa del genere”, ha detto la fonte citata da Haaretz, aggiungendo che “di fatto, al momento non ci siamo mossi”.







