sabato, Giugno 27, 2026

Scambio di prigionieri Russia-Ucraina, 160 soldati in festa per il ritorno a Kiev

Nuovo scambio di prigionieri tra Ucraina e Russia, mentre il conflitto continua senza tregua sul fronte militare. Nella giornata di oggi Kiev e Mosca hanno portato a termine un’ulteriore operazione di rimpatrio che ha consentito il ritorno in patria di 160 militari per ciascuna delle due parti, in quello che rappresenta uno dei più significativi scambi di detenuti degli ultimi mesi. Ad annunciare il rientro dei soldati ucraini è stato il presidente Volodymyr Zelensky, che sui propri profili social ha pubblicato un video in cui si vedono i militari appena liberati, molti dei quali avvolti nelle bandiere gialloblù e visibilmente emozionati. «Continuiamo a riportare a casa gli ucraini dalla prigionia in Russia. Oggi sono stati liberati 160 militari, tutti erano prigionieri dal 2022», ha scritto il capo dello Stato, sottolineando come si tratti di uomini detenuti fin dalle prime fasi dell’invasione russa dell’Ucraina. Le immagini diffuse dalla presidenza ucraina mostrano scene di forte commozione: abbracci, lacrime e telefonate ai familiari dopo anni di detenzione. Molti dei soldati rientrati in patria apparivano provati dalla lunga prigionia, ma sorridenti nel momento del ritorno. Anche il ministero della Difesa russo ha confermato l’avvenuto scambio, precisando che altri 160 militari russi sono stati rimpatriati nell’ambito dell’accordo raggiunto con Kiev. Come già accaduto in precedenti operazioni analoghe, i soldati russi liberati saranno sottoposti a controlli medici e a un percorso di assistenza psicologica prima di poter riabbracciare le proprie famiglie. Gli scambi di prigionieri rappresentano uno dei pochi canali di dialogo rimasti aperti tra le due parti in guerra. Nonostante il conflitto prosegua con bombardamenti, attacchi missilistici e combattimenti lungo la linea del fronte, Kiev e Mosca continuano periodicamente a negoziare il rilascio dei propri militari, spesso grazie a delicate mediazioni internazionali e a complessi accordi umanitari. Per l’Ucraina il ritorno dei soldati detenuti in Russia è diventato uno dei temi centrali della comunicazione istituzionale di Zelensky, che in ogni scambio ribadisce l’impegno del governo nel riportare a casa tutti i cittadini e i militari ancora prigionieri. Dall’altra parte, anche il Cremlino attribuisce grande valore al rientro dei propri uomini, presentando ogni operazione come un successo diplomatico e umanitario. Il nuovo scambio di prigionieri per parte conferma dunque che, pur in assenza di progressi sul piano dei negoziati di pace, resta aperto almeno il canale umanitario per il rimpatrio dei combattenti catturati durante oltre quattro anni di guerra, una delle ferite più dolorose e simboliche del conflitto tra Russia e Ucraina.

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