lunedì, Luglio 20, 2026

Aggredita al Pigneto con una gomitata: ragazza trans finisce a terra, appello per identificare l’aggressore

Una gomitata sferrata all’improvviso, la caduta sull’asfalto davanti agli occhi delle amiche e dei numerosi presenti, poi uno sguardo minaccioso prima di allontanarsi. È quanto denuncia l’associazione Libellula in merito all’aggressione subita da una ragazza trans sull’isola pedonale del Pigneto, a Roma, nella serata del 14 luglio. L’episodio è stato rilanciato anche dal Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”, che parla di un fatto tutt’altro che isolato e denuncia un clima di crescente vulnerabilità per le persone transgender. Secondo quanto ricostruito dalla Casa della Comunità Trans e diffuso attraverso i canali social dell’associazione Libellula, la giovane si trovava insieme ad alcune amiche quando un uomo, passando accanto al gruppo, le avrebbe sferrato una violenta gomitata senza alcun apparente motivo. L’impatto l’ha fatta cadere a terra, mentre le amiche sono intervenute immediatamente per soccorrerla. L’aggressore, anziché fermarsi, si sarebbe allontanato di qualche metro per poi voltarsi verso la vittima rivolgendole uno sguardo giudicato intimidatorio e minaccioso prima di proseguire la propria strada. A colpire le associazioni è stato anche il comportamento di chi si trovava nelle vicinanze. “Intorno, però, passanti e persone sedute ai tavoli dei locali sono rimaste indifferenti”, denunciano dall’associazione Libellula, sottolineando come nessuno sarebbe intervenuto durante o subito dopo l’accaduto. Per le associazioni che seguono la comunità transgender, quanto avvenuto al Pigneto rappresenta l’ennesimo episodio di una situazione che desta crescente preoccupazione. “Non è un episodio isolato. È il risultato di un clima in cui la violenza contro le persone trans viene troppo spesso minimizzata, normalizzata o ignorata”, affermano gli attivisti. Viene inoltre ricordato un altro episodio avvenuto nelle scorse settimane proprio nella stessa area del quartiere romano, quando una donna cisgender sarebbe stata aggredita sulla pedonale del Pigneto. “Non è normale. Non è sicurezza. Non è neutralità”, sottolineano dalla Casa della Comunità Trans, evidenziando come gli episodi di violenza nella zona stiano alimentando un forte senso di insicurezza. Sulla vicenda è intervenuto anche Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”. “Ogni aggressione contro una persona trans è una sconfitta per tutte e tutti. Non bastano più parole di circostanza: servono responsabilità politiche, tutele efficaci e un impegno concreto contro la violenza e l’odio”, ha dichiarato. Il circolo richiama inoltre l’attenzione su un aspetto normativo ritenuto particolarmente critico. “L’identità di genere non è espressamente inclusa nella normativa italiana sui reati d’odio. Questo significa che chi viene aggredito perché è una persona trans non gode di una protezione specifica fondata sull’identità di genere. Anche questo contribuisce a lasciare la nostra comunità più esposta alla violenza”. Da qui l’appello affinché il tema venga affrontato anche sul piano legislativo. “Le nostre vite non sono un terreno di scontro politico. I nostri diritti non sono negoziabili”, concludono dal “Mario Mieli”. Nel frattempo, l’associazione Libellula ha avviato una raccolta di testimonianze con l’obiettivo di contribuire all’identificazione del presunto aggressore e fornire elementi utili alle autorità competenti. Secondo la descrizione diffusa dagli attivisti, si tratterebbe di “un uomo bianco, alto e muscoloso, privo di capelli, che indossava una maglia da rugby a righe bianche e verdi con il numero 5 sulla schiena”. L’associazione invita chiunque fosse presente al Pigneto nella serata del 14 luglio e abbia assistito alla scena, oppure disponga di informazioni utili, a mettersi in contatto privatamente attraverso i propri canali social. L’invito è quello di evitare la diffusione online di nomi, fotografie o accuse, affinché ogni elemento raccolto possa essere trasmesso esclusivamente alle autorità competenti. “Anche un dettaglio apparentemente marginale può essere importante. La solidarietà non si dichiara. Si pratica”, è l’appello conclusivo rivolto ai cittadini.

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