“L’idea di una mappatura del ‘turismo sionista’ sul web è semplicemente aberrante, e dovrebbe essere percepita da chiunque e da qualsiasi forza politica o aggregazione sociale del nostro Paese come la negazione dei diritti fondamentali della persona, dell’umanità stessa, e dei principi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica italiana”. Sono parole di sdegno quelle di Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, dopo la comparsa in rete di moduli per tracciare quello che viene definito ‘turismo sionista’ in Italia, indicando la presenza di cittadini italiani ebrei o israeliani in alberghi, e strutture ricettive. Il materiale è stato fatto rimuovere dal generale Angelosanto, Coordinatore Nazionale per la Lotta contro l’antisemitismo. “Assistiamo con crescente preoccupazione – ha ribadito Fadlun – a una vera e propria caccia all’uomo, nella quale persone vengono individuate, esposte e stigmatizzate unicamente in ragione della loro identità ebraica o del presunto legame con Israele. Rinnoviamo il nostro allarme per la deriva antiebraica anche nel nostro Paese e sollecitiamo le autorità e la società civile a continuare a tenere alta la guardia”. Netta anche la presa di posizione dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, per voce della sua presidente Livia Ottolenghi. Siamo “a conoscenza di mille altri episodi che in questi mesi hanno riprodotto e tentato di inoculare sempre più l’antisemitismo nella pubblica opinione. Il tutto nell’assordante silenzio della società civile che, tranne per qualche sporadica eccezione, tace”. E ha aggiunto: “È un disegno preciso, basato sulla disinformazione e sulla propaganda che cerca di piegare la società civile ad una visione di odio e pregiudizio, additando – nel vero senso della parola – gli ebrei e i sionisti come reietti di questa epoca”.







